Recenti dati sul cancro alla prostata sembrano dimostrare come questo abbia un’incidenza maggiore nei Paesi dell’Occidente (es. 40% negli Stati Uniti) mentre, in Giappone, i numeri diminuiscono in maniera sorprendente, passando ad un’incidenza del 10%. Uno studio pubblicato su “Biology and Reproduction” ha dimostrato i benefici della “dieta giapponese” nella prevenzione del cancro alla prostata, poiché favorisce la produzione di una molecola chiamata Equol, prodotta dall’intestino quando digerisce la soia, che sarebbe in grado di bloccare l’azione di un ormone maschile, il DHT, che è collegato all’ipertrofia prostatica e al tumore. Inoltre, alcuni studiosi del dipartimento di Epidemiologia della Columbia University suggeriscono la «dieta orientale», povera di grassi, anche dopo l’accertamento del tumore, in quanto può influire anche sul decorso del tumore prostatico. Tempo fa (8 ottobre 2019), un convegno nel Palazzo Santa Chiara a Roma è stato l’occasione per evidenziare l’importanza dell’alimentazione nella prevenzione e nella lotta a patologie oncologiche, con specifico riferimento al carcinoma prostatico.
CANCRO PROSTATA: I BENEFICI DELLA DIETA GIAPPONESE