Il COVID-10 CAMBIA L’APPROCCIO ALLA CURA DEL CANCRO

SU NATURE LE LINEE GUIDA DEI 7 CENTRI DI ECCELLENZA DELLA RETE CANCER CORE EUROPE

L’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT) e altri sei importanti centri europei per il cancro affiliati al Cancer Core Europe (CCE) hanno riorganizzato la cura dei pazienti oncologici e la ricerca scientifica a causa della pandemia COVID-19. Il Documento di Consenso contenente i punti chiave per l’approccio alle malattie oncologiche è stato pubblicato su Nature Medicine. 

Nella sostanza: tutti i sette centri oncologici del CCE hanno preso provvedimenti per mantenere elevati standard di cura nonostante la carenza di dispositivi di protezione individuale, letti, personale e altre risorse. I trattamenti sono stati rinviati o adeguati per proteggere il sistema immunitario dei pazienti con cancro, i momenti di contatto sono stati limitati o convertiti in interazioni remote, complete di quante più garanzie possibili per non influire sulla cura del paziente. Gli studi clinici sono stati rivalutati per verificare la necessità di mantenimento o interruzione. Tutte azioni e pratiche che, insieme alle esperienze di altri centri simili in tutto il mondo, d’ora in poi continueranno a generare nuovi dati al fine di compiere scelte e giudizi fondati utili per il futuro.

 Esistono infatti diversi aspetti che gli Istituti oncologici devono prendere in considerazione per garantire la continuità nella cura del cancro, aspetti che vanno dalle attività cliniche alle capacità tecniche e assistenziali dei centri di cura. Nello specifico si tratta di:

  • Attività cliniche che riguardano l’adattamento dei compiti per mantenere i centri oncologici il più possibile liberi da COVID-19; adeguamento dei regimi di trattamento standard e deviazione dai protocolli di trattamento stabiliti per motivi di sicurezza
  • Comunicazione e assistenza psicosociale per i pazienti
  • Presenza di personale qualificato. In questo senso è essenziale la velocità e la capacità del centro oncologico di testare il personale per COVID-19, al fine di garantire la continuità delle cure
  • Capacità degli istituti di cura, che devono essere in grado di discutere di trattamenti alternativi come la radioterapia e/o le terapie sistemiche, discutere il rinvio di determinate operazioni elettive e accelerare i trattamenti finché sarà disponibile una capacità sufficiente
  • Collaborazioni regionali e nazionali per condividere l’onere dell’assistenza per i malati di cancro

CORONAVIRUS: ANGELI IN MOTO CONSEGNANO FARMACI A DOMICILIO PER SM

SERVIZIO ESTESO A TUTTA ITALIA

Da soli si va veloci, ma insieme si va più lontano” è il motto dei centauri dell’associazione “Angeli in Moto” che per l’emergenza Coronavirus, moltiplicano il loro impegno al fianco di AISM. Si tratta di volontariato, ma sono 600 i motociclisti coinvolti.

I bikers vestono la maglia degli Angeli in Moto (come si vede nella foto, dov’è ritratta Maria Sara Feliciangeli, fondatrice associazione), la loro fascia di riconoscimento, cavalcano la sella della moto e sfrecciano per la città, a supporto di chi non si può muovere ed è solo. Su richiesta di AISM il loro compito è ritirare i farmaci presso la Farmacia ospedaliera del Centro SM oppure presso le farmacie delle ASL della città e consegnarli a casa delle persone con sclerosi multipla.

DECRETO LIQUIDITA’: SI CAMBINO NORME

 STOP AL RISCHIO DI FINANZIARE CON LA GARANZIA DELLO STATO ECOMAFIOSI ED ECOCRIMINALI

“Chi ha commesso reati gravi, come quelli previsti dai delitti contro l’ambiente inseriti dal 2015 nel Codice penale, non ha diritto al sostegno pubblico”. Questo in sintesi quanto chiede la Magistratura e su quanto concorda Legambiente. Perché il decreto “Liquidità”, approvato lo scorso 8 aprile dal Consiglio dei ministri contiene, accanto alla necessaria urgenza con cui garantire sostegno finanziario alle imprese messe in ginocchio dall’emergenza coronavirus, vuoti, deroghe e “silenzi”, come li hanno definiti i procuratori Francesco Greco e Giovanni Melillo, inaccettabili. L’art. 13 comma 5, addirittura, inerisce la possibilità che il credito sia concesso anche alle imprese per le quali non è possibile l’immediato rilascio della certificazione antimafia, riservandosi successivamente, se dovessero sussistere cause interdittive, di revocarlo, mantenendo comunque la garanzia dello Stato.

“Da magistrati autorevoli, come i procuratori che guidano gli Uffici giudiziari di Milano e Napoli e dallo stesso Csm – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – arriva una denuncia forte e chiara dei rischi che sta correndo il Paese mentre ci si accinge a immettere, giustamente, liquidità nel sistema economico per circa 400 miliardi di euro. Legambiente non solo si associa a questo grido d’allarme ma chiede che tra i delitti per i quali non sia possibile beneficiare di alcun sostegno pubblico ci siano i delitti ambientali, inseriti dopo 21 anni di battaglie della nostra associazione, nel Codice penale”.

Le modifiche suggerite dai magistrati Greco e Melillo, nonché da diversi rappresentanti del Csm, dall’obbligo dell’autocertificazione alla tracciabilità dei finanziamenti ricevuti, sono tutte facilmente adottabili. “Rivolgiamo un forte appello al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, di cui conosciamo la sensibilità in materia, e al Parlamento – aggiunge Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente – affinché non ricevano finanziamenti garantiti dallo Stato gli imprenditori che sono sottoposti a procedimenti giudiziari in materia di ecoreati come l’inquinamento, il disastro ambientale, il traffico illecito di rifiuti, l’omessa bonifica, l’impedimento del controllo, e che hanno accumulato profitti illeciti compromettendo l’ambiente in cui viviamo e mettendo a rischio la salute dei cittadini. Da parte nostra, anche grazie al lavoro del nostro Osservatorio vigileremo perché l’emergenza coronavirus non si trasformi, come purtroppo è avvenuto per altre emergenze del nostro Paese, dai terremoti a quelle sui rifiuti, nell’ennesimo affare per ecomafiosi ed ecocriminali”.

ISRAELE: TOUR VIRTUALE AL TEMPO DEL COVID-19

SOGNA OGGI, VIAGGIA DOPO

Viaggiare con il cuore e la mente: direzione Israele. Vedere il Tel Aviv Museum of Art, il più antico museo d’arte di Israele guidati in rete. Entrare nel campus dell’Università di Tel Aviv, per immergersi attraverso l’applicazione Zoom nel museo di Beit Hatfusot che racconta la storia del popolo ebraico e gli elementi fondanti della sua cultura. Muoversi nel quartiere di Neve Tzedek per vedere le opere di uno dei più importanti pittori israeliani, nel The Nahum Gutman Museum of Art. Oppure fare un viaggio nel tempo attraverso il Museo d’Israele di Gerusalemme che ospita le collezioni archeologiche più complete di tutta la Terra Santa, con numerosi oggetti riferibili all’arte e alla quotidianità della civiltà ebraica. C’è anche il museo della Torre di David, situato nell’omonima cittadella medievale (la Torre di David), poco distante dalla Porta di Giaffa, che racconta la storia di Gerusalemme dal secondo millennio a.C., fino alla sua elevazione a capitale di Israele. Tutto a portata di mouse, online, virtualmente.

EMOFILIA: 17 APRILE SI FESTEGGIA

GIORNATA MONDIALE

“Da quando è scoppiata la pandemia tutte le attenzioni sanitarie e anche mediatiche si sono spostate sulla gestione di questa grave situazione. E’ comprensibile ma questo non autorizza a dimenticare tutte quelle persone – tra le quali quasi 2 milioni di malati rari – che devono attraversare la pandemia con il fardello aggiuntivo di una patologia pregressa e che hanno oggi più difficoltà di quelle che avevano fino a due mesi fa.

Non solo, infatti, devono fare i conti con la propria malattia – che in alcuni casi li colloca anche tra le categorie ‘fragili’ nei confronti del virus – ma che oggi hanno seri problemi a fare le visite di controllo nei tempi stabiliti, ad accedere alle terapie – soprattutto se queste si svolgevano in ambiente ospedaliero – e in alcuni casi devono fare anche fronte ad una carenza dei loro farmaci abituali, che ora vengono impiegati anche per contrastare il coronavirus. Senza dimenticare poi che erano in corso fino a febbraio tutta una serie di processi – come l’aggiornamento del piano nazionale malattie rare e i lavori, annunciati e mai avviati, per l’aggiornamento del panel delle malattie da sottoporre a screening neonatale: si è fermato tutto e anche questo rappresenta un danno per i malati rari. Non sappiamo quanto durerà l’emergenza Covid, ma è chiaro che ad un certo punto occorrerà comunque tornare ad occuparsi dei malati rari: non farlo significa sacrificare queste persone sull’altare della lotta al Coronavirus”. Alla vigilia della XVI Giornata Mondiale dell’Emofilia che si celebra domani 17 aprile, è questo il commento di Ilaria Ciancaleoni Bartoli, direttore dell’Osservatorio Malattie Rare.

SCHIAVITU’ MINORILE: GIORNATA MONDIALE

ZAMPA: “VERGOGNA CONTRO CUI IL MONDO INTERO HA L’OBBLIGO DI RIBELLARSI”

“La giornata che richiama alle coscienze questo dramma è certamente necessaria, ma non basta. Sono richiesti impegno e volontà di tutti, a partire dalle Istituzioni nazionali e sovranazionali, perché tutti dobbiamo sentirci coinvolti dal contrasto a pratiche inumane che sottraggono ai minori di età il diritto al gioco, all’istruzione, alla protezione e a un futuro dignitoso. Questa ricorrenza non è commemorazione, ma appello alle coscienze perché il contrasto non sia solo adesione ideale, ma premessa per un impegno attivo e concreto che investa le scelte quotidiane di ognuno”.

È quanto dichiara in una nota la Sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, in occasione della Giornata mondiale contro la schiavitù minorile.

“Molti dei nostri beni di consumo – prosegue Zampa – sono il prodotto di ore di lavoro minorile, di bambini e ragazzi di paesi lontani da noi, che non hanno possibilità di scelta. Sappiamo però che, sebbene in misura del tutto minoritaria, fenomeni di sfruttamento sono rilevati anche in contesti a noi molto più vicini. In queste ore così difficili per tutto il Paese non possiamo non pensare con preoccupazione a tutti i bambini e adolescenti le cui condizioni di povertà materiale ed educativa impediscono l’accesso alle nuove tecnologie e alla scuola “digitale”. Dobbiamo toglierli dalla condizione di invisibilità in cui spesso vivono per consentire loro di recuperare il tempo sottratto allo studio e all’apprendimento”.

“È la Scuola infatti il primo strumento attraverso il quale ognuno di questi minori di età ha la possibilità di costruirsi un futuro migliore. L’attenzione, l’impegno solidale, le scelte vigili e consapevoli sono il primo passo per sollecitare i cambiamenti radicali che la politica deve sostenere, affinché ogni Paese di questa terra possa diventare per bambini e ragazzi un luogo sicuro e promettente”, conclude Zampa.

CORONAVIRUS: PER FRANCESCO LAURI “NELLE RSA SI È GIOCATO SULLA PELLE DEGLI ANZIANI”

SU SPRAYNEWS LO SCANDALO DELLE RESIDENZE SANITARIE ASSISTENZIALI

«A gennaio c’erano già i protocolli per i medici base per fare il triage telefonico, subito dopo vedono la luce gli altri protocolli. Ebbene, le Rsa non avranno protocolli e linee guida fino a 15-20 giorni fa. Quello che è accaduto, e sta purtroppo ancora accadendo, è un disastro annunciato» ha detto l’avvocato Francesco Lauri e fondatore di Osservatorio Sanità, intervistato da Spraynews. La domanda era chiara: analizzare per i lettori lo scandalo che vede protagoniste le Residenze sanitarie assistenziali. E lui ha risposto.

Pochi giorni fa la Guardia di Finanza, ha effettuato una perquisizione negli uffici del Pio Albergo Trivulzio, il centro unico di smistamento dei malati Covid in Lombardia. Ieri le Fiamme Gialle hanno bussato alle porte del Pirellone per capire come le Rsa siano diventate l’epicentro del coronavirus. Sono centinaia gli anziani morti in queste strutture, in Lombardia ma anche nel resto d’Italia (sono più di 40 le strutture finite ad oggi nel mirino degli inquirenti) ed è «giusto ed urgente», dice Lauri «individuare le responsabilità e punire chi non ha fatto nulla per fermare questa mattanza». Parla con cognizione di causa l’avvocato, che nel 2006 ha fondato Osservatorio Sanità, associazione di esperti in diritto sanitario – avvocati e medici legali – impegnata sul fronte della tutela dei cittadini che hanno subito danni da errate prestazioni mediche e con uno sguardo rivolto anche all’analisi e all’organizzazione delle prestazioni sanitarie.

Due mesi dall’inizio del contagio le Rsa potevano commettere errori? «Le Rsa in Italia sono 4630, di cui un quinto circa in Lombardia ed ospitano complessivamente 300mila degenti. Una città media di provincia è stata attraversata e martoriata dal Covid-19 senza che si mettessero in campo tutte le misure idonee a fermare il contagio. Anzi. A fine marzo non era ancora stata approntata nessuna linea guida né protocolli per la gestione degli anziani e del personale sanitario impiegato nelle Rsa. E’ una cosa assurda se solo si pensa che quelli che più di tutti dovevano essere attenzionati e allarmati sono stati gli ultimi a partire.  Delle circa 600 residenze per anziani controllate dai Carabinieri il 17% era assolutamente impreparato ad affrontare e gestire l’emergenza. La quasi mancanza di protezioni, mascherine, occhiali e calzari per i medici e i sanitari che operano nelle Rsa ha fatto sì che le fiammelle dell’infezione diventassero un incendio in pochissimo tempo.  Eppure proprio in queste strutture, sono stati mandati i malati Covid a bassa intensità, con la motivazione che si dovevano liberare i reparti di terapia intensiva negli ospedali! Ma mi domando: possibile che nessuno avesse letto il report dell’Istituto superiore di sanità che il 5 marzo (e in un secondo rapporto del 17 marzo) indicava nella fascia d’età tra i 70 e i 90 anni quella più debole e quindi più aggredibile dal virus? Chi doveva gestire l’emergenza da coronavirus sapeva il potenziale esplosivo che potevano rappresentare le strutture per anziani e doveva fare di tutto per evitare che si verificassero tutti questi decessi».

E invece è accaduto il contrario? «Quello che noi ipotizziamo e porteremo all’attenzione dei pm è un dolo eventuale. Dolo eventuale è quando tu, direttore sanitario e proprietario di una Rsa, sai che c’è un rischio ma te ne disinteressi, te ne freghi, e proprio grazie a questo comportamento negligente l’evento si verifica.  Questo modo di agire ha comportato che si sono infettati medici e infermieri e sono dovuti andare in quarantena, col risultato di avere personale ridotto quando ne sarebbe servito addirittura di più. Ma non solo. Alcune testimonianze che stiamo raccogliendo in questi giorni ci portano a ritenere che vi sia stato un ordine non tacito ma esplicito da parte di chi gestisce queste strutture a lasciare gli anziani al letto il più possibile. La parola d’ordine, e forse il vero e proprio ordine, è stato di lasciarli allettati. Ma un anziano che resta allettato, cui sia negata la motilità, è condannato ad aggravarsi e quindi a morire. Se davvero quest’ultima ipotesi fosse confermata saremmo ben oltre il dolo. Saremmo all’omicidio colposo. Le indagini porteranno a far saltare il coperchio. Perché non è stato impedito che gli anziani si contagiassero tra di loro? Perché nulla è stato fatto per impedire che a contrarre il virus fossero medici ed infermieri? Perché gli anziani sono stati lasciati abbandonati a se stessi? Leggerezza, cinismo e interessi, “affari”, hanno costituito il cocktail micidiale che ha causato centinaia di morti nelle Rsa».

PECHINO EXPRESS: LA VINCITRICE NICOLE ROSSI HA SCRITTO UN DIARIO

A MAGGIO SBARCA IN LIBRERIA “ISOLAMENT(E)O”

L’abbiamo incontrata in tv per la prima volta in veste di collegiale. Abbiamo tifato per lei in coppia con Jennifer Poni (anche lei conosciuta tra i banchi de “Il collegio”). Ora abbiamo voglia di leggere il suo diario, quello che non ha mai scritto, almeno sino a oggi. Perché arriverà in libreria il 12 maggio (144 pagine, 15,90 euro) per la DeAgostini, l’autobiografia di Nicole Rossi. Sarà ricca di poesie, riflessioni e pensieri che sul suo profilo Instagram riscuotono un grande successo di ammiratori. C’è curiosità, è inevitabile, perché Nicole Rossi è una ragazza che si fa notare, come leader ma anche come sognatrice che non stacca mai i piedi da terra.

ALTROCONSUMO: BUCCE, FOGLIE E GAMBI PIU’ NUTRIENTI DELLA POLPA

La cucina con gli scarti è una buona abitudine. Lo dice anche Altroconsumo che ha condotto una indagine pubblicata nel numero di InSalute di aprile 2020: l’obiettivo? Capire quante sostanze nutritive e quanti pesticidi contengono le bucce, i gambi e le foglie di 7 ortaggi e 3 frutti, sia biologici sia convenzionali. Ma attenzione ai pesticidi.

Le foglie del sedano ad esempio sono molto più ricche di polifenoli rispetto al gambo (77 mg/100 g contro 9,7); la buccia di mela è più ricca di fibre e polifenoli rispetto alla polpa (107,6 mg/100 g contro 64,1); le foglie verdi del porro hanno più vitamina C rispetto al bulbo (7,6 contro 3,6 mg/100 g). Bucce, foglie e gambi di zucca, porro e sedano sono delle miniere di sostanze nutritive addirittura in misura maggiore rispetto alla polpa.

In tema di pesticidi invece, il primato negativo va alla buccia del limone convenzionale, in cui sono stati trovati 14 pesticidi, seguito dalle foglie del sedano convenzionale (10 pesticidi). Nessun principio attivo in cavolfiore, e porro sia convenzionale che biologico.

Non sapete come recuperare gli scarti? Allora tenete a mente questi consigli. Ad esempio le bucce, potete utilizzarle per dare profumo ai brodi o per preparare dei centrifugati. Le foglie di alcuni ortaggi che solitamente vengono buttate (come ad esempio per il cavolfiore) invece, possono essere cucinate per preparare sformati e vellutate, oppure possono essere bollite e poi saltate in padella. I ciuffi dei finocchi invece, si possono ad esempio usare per preparare un pesto per la pasta.

FITNESS ONLINE PROGRAMMANDO VIAGGI DA SOGNO

LIBERARE ENDORFINE IN LUOGHI INCANTEVOLI

Fare lezioni fitness online in luoghi da sogno. Ci ha pensato Condé Nast Johansens. La più importante guida alberghiera internazionale ha pensato di raccogliere suggestivi video in una pagina ad hoc sul proprio sito per farne usufruire i lettori. Basta andare nella sezione Inspirations. Non importa che sia yoga, aerobica o pilates, l’importante è liberare le endorfine! Magari pensando al prossimo viaggio.

Osservando il distanziamento sociale, in casa passiamo dal letto alla scrivania, poi un passo fino al tavolo da pranzo e due fino al divano. Sono questi i principali spostamenti durante il giorno. Il risultato? Qualche chilo in più, pigrizia e molta fatica a compiere qualsiasi sforzo fisico. Ma oggi gli esperti ci suggeriscono di impostare una nuova routine quotidiana da rispettare, con orari e impegni fissi, per preservare e migliorare il nostro benessere psico-fisico. In questo calendario giornaliero sicuramente l’attività fisica deve essere un perno centrale. Farlo non è difficile. Sono anche semplici gli esercizi di stretching, aerobica o corpo libero, tonificazione o meditazione. I luoghi però fanno la differenza: tra questi segnaliamo Villa Stéphanie in Germania con un corso di pilates, il Royal Hideaway Sancti Petri a Cádiz con corsi di yoga, il Grantley Hall nello Yorkshire con un corso di meditazione, l’Anantara Vilamoura Algarve Resort in Portogallo.

ANNO NERO PER I COCKTAIL BAR ITALIANI AL TEMPO DEL COVID-19

PERDITA SUPERIORE AL 50% DEL PROPRIO FATTURATO

Ristoranti, hotel bar, speakeasy, bistrot e cocktail bar, tutti sottoposti a un questionario dalla Guida BlueBlazeR ai Migliori Cocktail Bar d’Italia: il motivo?  L’app gratuita ha compiuto la prima indagine sulla situazione dei cocktail bar italiani correlata alla percezione del danno economico per la diffusione del Covid-19. 

La fotografia che ne è emersa non è rosea. Anzi. L’emergenza del Coronavirus pesa già adesso sul settore del cocktail bar, avendo la quasi totalità degli intervistati (99%) registrato segnali di crisi. In particolare, a preoccupare manager e proprietari sono, nell’ordine: canone di affitto delle strutture ( 70% degli intervistati); retribuzione del personale (67%); gestione dei fornitori (51%); oneri relativi a finanziamenti e mutui (45%).

Passando alle previsioni per l’andamento del settore per l’intero 2020, il 56% degli intervistati ritiene che subirà un calo superiore al 50% del proprio fatturato. In particolare, il 23% delle persone interrogate, prevede di subire un danno superiore all’80% del proprio fatturato.

Oltre i numeri, l’ultimo quesito dell’indagine chiedeva, attraverso una domanda aperta, “quali gli interventi necessari per arginare la crisi”?. La quasi totalità dei manager e proprietari dei bar trova necessario un deciso alleggerimento della pressione fiscale e un immediato accesso agevolato alla liquidità, premiando in particolare le società più virtuose o quelle che siano in grado di garantire la piena occupazione. Una delle proposte più condivise concerne la possibilità di favorire la produzione di distillati, vini, liquori e birre artigianali italiane, attraverso forme di riduzione delle imposte indirette. Un’altra delle risposte più frequenti, riguarda, infine, il riordino della regolamentazione del settore, anche atto ad arginare il lavoro sommerso.

CORONAVIRUS: CANI RANDAGI MEDIATORI TRA PIPISTRELLI E UOMO?

IPOTESI DEI RICERCATORI DELL’UNIVERSITA’ DI OTTAWA

Dopo serpenti e pangolini, ora la scienza punta il dito contro i cani randagi, colpevoli di aver fatto da intermediari tra i pipistrelli e l’uomo. È l’ipotesi descritta sulla rivista Molecular Biology and Evolution e porta la firma dei ricercatori dell’Università di Ottawa. Secondo Xuhua Xia, alla guida del team, “l’antenato del nuovo coronavirus e del suo parente più stretto, quello del pipistrello, ha infettato l’intestino dei cani, dove è cambiato rapidamente in modo da fare il salto nella specie umana”. I ricercatori hanno esaminato i 1.252 genomi di Coronavirus conservati nella GenBank, scoprendo che il SarsCov2 e il suo parente più stretto, il Coronavirus del pipistrello (BatCoV RaTG13), hanno la minor quantità di molecole Cpg rispetto agli altri coronavirus. Il ruolo di queste molecole? Funzionano da “segnaposto” per il sistema immunitario, che trova e distrugge il virus.

SU TELEGRAM SBARCA IL MINISTERO DELLA SALUTE

BOOM DI FOLLOWER

Ha un solo giorno di vita ma il canale sulla piattaforma di messaggistica Telegram è già il più seguito d’Italia. Ovviamente il Covid-19 al momento fa la parte del leone tra le indicazioni presenti, ma in sostanza si tratta della piattaforma d’informazione del Ministero della Salute. Tutti gli utenti iscritti potranno ricevere in modo istantaneo ogni tipo di informazione sanitaria ufficiale. Anche così si affrontano le emergenze ma soprattutto si evita il proliferare di fake news.

Iscriversi è facile. È sufficiente accedere attraverso questo link, direttamente da web o attraverso l’app di Telegram sullo smartphone, disponibile sia per sistemi Android che Apple iOS.

GESTALT DI TRIESTE: AIUTO PSICOLOGICO GRATIS CONTRO CORONAVIRUS

Angoscia da quarantena? Incertezza da Coronavirus? Scende in campo un team di psicologi e psicoterapeuti dell’Istituto Gestalt e la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia di Trieste, diretta da Paolo Baiocchi, medico psichiatra e psicoterapeuta. Operazione: dare sostegno gratuito alle persone che si trovano in prima linea contro il Covid-19 e quei cittadini che, isolati a casa da parecchi giorni, sviluppano emozioni di impotenza.

Ma non finisce qui. Perché il team della Gestalt offre sostegno sempre in modo gratuito anche a chi è in prima linea, ovvero gli operatori sanitari, medici e infermieri, il personale OS negli ospedali, i farmacisti e il personale dei supermercati che sono eroicamente esposti negli orari di lavoro al contagio. 
Spiega Baiocchi: “Noi usiamo affrontare i problemi rimanendo il più possibile in contatto con la verità, anche se dolorosa e condividiamo e filtriamo assieme le informazioni per arrivare quanto più possibile vicino alla oggettività delle cose. Dai dati che stavamo analizzando ci rendemmo conto da subito che questa malattia non era una comune influenza, anche quando le fonti di informazione davano messaggi positivi e consolatori. Decidemmo così di utilizzare la metodologia di lavoro che in passato ci permise di ottenere risultati eccellenti nel sostenere 600 disoccupati. Si chiama metodologia della Action Research e fu inventata da Kurt Lewin. Il progetto nasce su questa base e vuole aiutare quanti più cittadini e operatori in prima linea”.

Il sostegno può essere richiesto da tutto il territorio nazionale. Grazier alla modalità in smart working: “Da anni io utilizzo le nuove tecnologie per seguire pazienti che vivono in regioni lontane e all’estero. Sono da sempre un appassionato del digitale e questo hobby, in questa situazione di assoluta emergenza sanitaria e sociale, è tornato utile all’ennesima potenza. Ho scoperto che in alcuni aspetti le terapie in video call hanno addirittura dei vantaggi rispetto alla comune seduta compiuta dal vivo in uno studio professionale. Ed è ciò che sto insegnando a tutti gli psicoterapeuti e psicologi impegnati volontariamente in questo progetto”.

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