COVID-19: DAI MALATI RARI NO A SCONTI SU TABACCO RISCALDATO

I malati rari chiedono vengano presi in considerazione gli emendamenti che prevedono di destinare alla prevenzione e l’assistenza per pazienti affetti da malattie rare, fibrosi cistica ed immunodepressione, le risorse derivanti dall’aumento dell’accisa sui tabacchi da inalazione senza combustione (c.d. “Tabacco Riscaldato”); sul tema anche lo stesso Governo si era espresso in senso positivo attraverso l’approvazione dell’impegno indicato nell’Ordine del Giorno presentato dai Senatori Binetti e De Poli.

A che punto siamo? Intanto è stato presentato l’appello a sostegno degli emendamenti presentati da Saccani, Mandelli e Rotondi, firmato anche da oltre 40 associazioni. Il potenziamento delle attività di prevenzione collettiva, assistenziali e di ricerca viene chiesto attraverso un piano straordinario dell’Istituto Superiore di Sanità finalizzato a tutelare le situazioni di fragilità. Un ‘piano’ da 1,2 miliardi di euro nel triennio 2020-2022, che troverebbe copertura economica da una rimodulazione del regime fiscale oggi applicato ai prodotti del tabacco riscaldato. Ad oggi, infatti, rispetto a quelli del tabacco tradizionale (sigarette classiche) godono di uno sconto pari al 75%, pur non essendo riconosciuto dagli enti nazionali e internazionali di sanità alcun minor rischio rispetto alle sigarette tradizionali. Intanto tutto tace.

Pubblicato da robertamaresci

giornalista e scrittrice

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