LA PRIMAVERA RISVEGLIA I GIARDINI DELLA SVIZZERA ITALIANA
La bellezza dei fiori e le passeggiate nei giardini ci salveranno. È sicuro. E sono tanti i rododentri, le azalee e le camelie che stanno già fiorendo in Canton Ticino. Prendiamo Locarno. Nel Parco delle Camelie, sviluppato con un percorso a labirinto, ci si perde tra le camelie e le altre fioriture omaggiate dal premio Gardens of Excellence della Società Internazionale della Camelia. Questo giardino (aperto fino a settembre conorario 9-18 e poi al 1 ottobre al 28 febbraio con chiusura alle 16,45) nulla toglie al Parco botanico di San Grato a dieci chilometri da Lugano. Già l’entrata introduce al sogno, quando si percorre il “sentiero dei fiori”, che inizia dalla vetta del Monte San Salvatore e prosegue in direzione del parco attraversando il nucleo di Carona. Nel periodo della fioritura si possono ammirare rododendri, azalee e camelie di tutti i colori, disposti in bellissime aiuole lungo i comodi sentieri del giardino, con una meravigliosa vista sul golfo di Lugano. All’interno del parco vi è una villa, ora sede di un bar e di un ristorante, e tutt’intorno si estende un vasto bosco.
Vi muovete meglio lungo il Lago Maggiore? Le Isole di Brissago, costituiscono il Parco botanico del Cantone Ticino ed hanno una storia molto particolare. Nel 1885 la baronessa Antonietta Saint-Léger trasformò le isole in dimora dove convennero pittori, scultori, musicisti, scrittori. Nel 1927 il nuovo proprietario, il commerciante amburghese Max Emden, fece costruire l’attuale palazzo, la darsena e il bagno romano, potenziando sull’Isola Grande la coltivazione di piante esotiche, come azalee, rododendri, Palma giapponese, camelie, banano giapponese, bambù, ginkgo, protee del Sud Africa. Uno scenario del tutto diverso è la zona del Centro America con magnolia grandiflora, agave, cipresso calvo, yucca, papaveri di California. L’Isola Piccola invece è ricoperta da vegetazione spontanea, prevalentemente della regione insubrica, mantenuta allo stato naturale.
Più in là, tra Piazzogna e Vairano, a ridosso di una collina che sembra tuffarsi nel lago Maggiore, la perizia del vivaista Otto Eisenhut ha creato il Parco botanico del Gambarogno: su una superficie di oltre 17.000 mq si contano circa 950 qualità diverse di camelie e quasi altrettante di magnolie, per non contare le azalee, le peonie e i rododendri, attorniate da pini, ginepri, edere e abeti esotici o rari in Europa.
Se volete seguire i gusti degli scrittori Herman Hesse, Rainer Maria Rilke, Erich Maria Remarque e dello psicanalista Otto Gross, fate un salto nel Parco Monte Verità ad Ascona. Qui, agli inizi del Novecento venne fondato da Ida Hoffmann ed Henri Oedenkoven il Sanatorium del Monte Verità, una colonia sulla collina Monescia che consisteva in una comunità improntata su un sistema di vita alternativo che cercava il ritorno alla natura e professava una dieta vegetariana, lunghe esposizioni al sole, il naturismo e l’adesione alla filosofia teosofica. La proprietà venne acquistata nel 1926 dal barone Eduard von der Heydt che la lasciò in donazione al Canton Ticino, divenutone proprietario nel 1964. Dagli abitanti locali i frequentatori del Monte Verità venivano chiamati “balabiótt” (in dialetto danzatori nudi) un po’ per spregio ed un po’ per pruriginosa curiosità.
Se le piante esotiche di cui è ricco il Parco Monte Verità non sono di vostro particolare gradimento, potete andare a Morcote per visitare il Parco Scherrer. Qui arte e vegetazione si sono fuse mirabilmente: passeggiando tra il fresco di caratteristici fusti prealpini, mediterranei ed esotici, si possono ammirare sculture e creazioni artistiche (talvolta originali, talvolta imitazioni) ispirate a epoche e culture più o meno lontane. All’entrata due maestosi leoni marmorei accolgono il visitatore. Più oltre, statue indù di elefanti e serpenti appaiono quasi per incanto. Ancora più in là si scorge, protetta da un rigoglioso boschetto di bambù, la Casa del Tè siamese, detta anche la Casa delle 10.000 delizie. Accanto sorge un piccolo tempio egiziano. Ideatore di questo luogo fantastico fu Arthur Scherrer, un facoltoso commerciante di San Gallo appassionato di viaggi in terre lontane, che negli anni Trenta trasformò ecletticamente la sua proprietà sulle sponde del lago di Lugano.
E proprio a Lugano c’è il Parco Ciani. Affacciato sulle rive del Ceresio, a pochi passi dal movimentato centro di Lugano, si estende il parco civico della città, con vialetti che si snodano tra aiuole fiorite, statue e fontane incastonate tra i prati all’inglese che raggiungono piazzette celate dalla fitta vegetazione. Lungo i percorsi si possono ammirare alberi appartenenti a specie rare ed esotiche. Parco Ciani è diviso in due zone ben distinte. La prima ha caratteristiche sia del giardino all’italiana che del giardino all’inglese. La seconda parte ha un carattere più naturalistico della precedente, con essenze arboree autoctone. All’interno di Parco Ciani si ergono diversi edifici: la Villa, sede del Museo Civico di Belle Arti, il Palazzo dei Congressi, la darsena, il Museo Cantonale di Storia Naturale e la Biblioteca Cantonale.
Rimanendo a Lugano c’è anche il Parco degli Ulivi, che si trova più precisamente a Castagnola, sul fianco del Monte Brè, e si estende su una superficie di 20.000 mq. Il clima mite favorisce la vegetazione di ulivi, cipressi, alloro, rosmarino, oleandri e altri arbusti crescono su pendii e terrazzi. Dal parco la vista abbraccia un ampio panorama dal lago di Lugano alle montagne circostanti. Vi si accede dal Sentiero di Gandria o dal Sentiero dell’olivo (in parte coincidenti), che si snoda tra Gandria e Castagnola lungo il lago, tra boschi e uliveti. Il percorso lungo 7 km è arricchito da 18 tavole informative recanti notizie sulla storia, la botanica, la coltivazione dell’olivo, sulle olive e sull’olio.
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.