Il discorso non fa una “piega”: curiamo i nostri capelli a dovere, in attesa di tornare dal parrucchiere di fiducia. È il consiglio dell’Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia (AIDECO). Dunque? Massima attenzione se vogliamo “sperimentare” prodotti che non abbiamo mai usato in casa, come tinture e prodotti liscianti. “Molto spesso la necessità anche del semplice “ritocco” alla radice, può diventare un vero incubo. Ma se non è consuetudine tingersi i capelli “home made”, soprattutto la prima volta l’attenzione deve essere massima, sia nel seguire attentamente istruzioni d’uso e avvertenze riportate in tutte le confezioni di prodotto, sia nella scelta del colore che acquistiamo”, consigliano gli esperti AIDECO. “E’ meglio non testare un colore completamente diverso da quello preesistente, così da evitare di ritrovarsi con risultati “improbabili”: capelli tendenti al verde o al rosa sono, a meno che non fosse l’obiettivo che si voleva raggiungere, gli effetti di scelte sbagliate nella nuance, non tono su tono.
Qualora il desiderio fosse di sperimentare un “liscio perfetto”, volendo provare l’uso di prodotti liscianti a base di cheratina, le precauzioni devono essere ancora più importanti. Questo trattamento non è molto semplice da eseguire in casa perché prevede diversi passaggi da effettuare con attenzione, compreso l’uso di una piastra lisciante. Anche in questo caso, se proprio non si resiste all’idea di dover aspettare la riapertura del proprio parrucchiere, vanno selezionati prodotti di qualità e seguite molto attentamente le avvertenze e le istruzioni per l’utilizzo”, concludono gli esperti AIDECO, ricordando che questi prodotti devono essere evitati da soggetti sensibilizzati ad alcuni dei loro componenti ed usati con cautela dalle persone predisposte all’insorgenza di allergie.
A.A.A. CERCASI MAMMA UMANA PER LE CARETTA CARETTA
Cercasi una mamma “umana” per proteggere le tartarughe marine. La campagna Tartalove di Legambiente lancia questo spot in occasione della Festa della Mamma, il prossimo 10 maggio 2020. Solo in Italia sono più di 10mila gli esemplari ogni anno muoiono a causa di catture dopo essere rimaste impigliate nelle reti da pesca o catturate dagli ami utilizzati per la pesca al pescespada. A queste si aggiungono quelle che sono vittime del traffico nautico e dell’inquinamento e dalla plastica che molto spesso viene ingerita da questi animali provocandone il soffocamento. Delle tartarughe appena nate, solo 1 su 1000 riesce ad arrivare all’età riproduttiva.
Per far dormire a mamma tartaruga sonni tranquilli i volontari di Legambiente presidiamo H24 il nido fino al momento della schiusa e all’entrata in acqua dei piccoli. Sul sito della campagna è possibile adottare simbolicamente una tartaruga con un piccolo contributo a fronte del quale si riceverà un certificato con la foto dell’animale adottato.
I CACCIATORI D’AZOTO
Da dove viene l’azoto? È fuggito dal mantello terrestre attraverso l’attività vulcanica? C’è un team internazionale di ricercatori anche dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che ha raccolto e studiato campioni di gas da diversi sistemi vulcanici sul nostro pianeta, tra cui lo Yellowstone, l’Islanda, il rift continentale Africano. Il loro studio Hydrothermal 15N15N abundances constrain the origins of mantle nitrogen, recentemente pubblicato sulla rivista Nature, mostra che l’azoto del mantello terrestre non ha la stessa composizione isotopica dell’azoto atmosferico, il che implica che quest’ultimo non proviene dal degassamento del mantello. “È stato scoperto che la contaminazione dell’aria stava mascherando la ‘firma originale’ di molti campioni di gas vulcanici”, afferma Antonio Caracausi, ricercatore dell’INGV e coautore della ricerca.
Senza questa distinzione, gli scienziati non erano in grado di rispondere a domande di base come: l’azoto è rimasto dalla formazione terrestre o è stato consegnato al pianeta in seguito? In che modo l’azoto dell’atmosfera è collegato all’azoto che esce dai vulcani? Inoltre, questi nuovi risultati hanno permesso di distinguere nei geyser, nelle fumarole e nelle altre manifestazioni naturali di gas vulcanici, il contributo dell’atmosfera (sotto forma di acqua piovana riscaldata) da quello del mantello terrestre (gas magmatico). Ad esempio, quantità di gas magmatico sono state riconosciute nei geyser nel Parco Nazionale di Yellowstone, indicando una rinnovata attività del sistema vulcanico.
TEL AVIV: RABIN SQUARE A PROVA DI CORONAVIRUS CON KIT HI-FI
250 adesivi di 60×60 sul mattonato di Rabin Squarea Tel Aviv per rendere a prova di Covid la piazza. Nel rispetto delle linee guida del Ministero della Salute e della legislazione di emergenza in relazione all’epidemia di Coronavirus, il comune ha posizionato gli adesivi a due metri di distanza, per segnare le distanze di sicurezza, in modo da uniformarsi con le procedure sanitarie standard stabilite dalla città, qualora si svolgano attività pubbliche nella piazza. A breve ci sarà una novità: il comune metterà a disposizione dei kit che includeranno un sistema di amplificazione portatile, un microfono e un podio mobile, da utilizzare in caso di organizzazione di un evento o una manifestazione. Ha detto Ron Huldai, sindaco di Tel Aviv-Yafo:
“La città di Tel Aviv-Yafo ha sempre santificato la libertà di parola e la piazza centrale della città è stata il luogo prescelto per importanti raduni e manifestazioni. Il rispetto della democrazia è particolarmente importante in questo momento e quindi abbiamo deciso di organizzare Rabin Square e le altre piazze della città in modo che siano a disposizione di chiunque voglia far sentire la propria voce”.
NASCE DERMATOLOGICAMENTE: AIUTO PSICOLOGICO “A PELLE”
Fiocco azzurro in casa della Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza (APIAFCO). È nato DermatologicaMente, il primo progetto che offre un supporto psicologico dedicato ai pazienti affetti da malattie dermatologiche croniche che, in epoca Covid–19, vivono con un maggiore carico di ansia e depressione la quarantena e l’isolamento sociale, peggiorando così ulteriormente la propria qualità di vita. Creato insieme ai Giovani Psicologi della Lombardia (GPL), il servizio è gratuito per i pazienti, realizzato con il contributo incondizionato di LEO Pharma.
“In questo periodo di emergenza Coronavirus – afferma Valeria Corazza, Presidente APIAFCO – non potevamo ignorare la fragilità emotiva dei pazienti con patologie dermatologiche croniche come la psoriasi: chi vive con questa patologia ha una scarsa autostima e viene sopraffatto da sentimenti di insicurezza e/o rabbia che, in questo momento, possono acuirsi perché si sente abbandonato. Ecco perché il focus di questo progetto è sull’aspetto psicologico della malattia, a cui si deve prestare una particolare attenzione, la stessa che si riserva alla psoriasi”.
33 IDEE GREEN PER RILANCIARE L’ITALIA: NON SPRECHIAMO LA #FASE2
Banda larga, ricariche auto elettriche, scuole sicure e case a risparmio energetico, sbloccare impianti da rinnovabili, togliere barriere non tecnologiche, bonificare siti inquinati e fare la rigenerazione urbana. Sono alcuni ingredienti della ricetta green che Legambiente lancia oggi al Governo, nella settimana di inizio della Fase2 nella gestione del Coronavirus, presentando un pacchetto di 33 proposte che guardano al futuro del Paese e che sono condivise da tante imprese e associazioni del terzo settore.
Azioni che l’associazione ambientalista sintetizza in tre grandi campi di intervento: 1) la semplificazione di procedure (quindi a costo zero) con 12 proposte che accelerano gli investimenti per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili, la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, l’installazione di reti a banda larga e per le ricariche delle auto elettriche, la semplificazioni in materia di VIA e partecipazione dei cittadini, solo per citarne alcuni; 2) interventi di rilancio dell’economia che indirizzano fondi già stanziati da politiche nazionali e su cui indirizzare le risorse del Green Deal europeo, per un totale di 13 interventi, tra cui la proroga e revisione degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e la messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistente, la creazione di un fondo per l’efficienza energetica e l’accesso al credito da parte delle famiglie, interventi di adattamento ai cambiamenti climatici nei comuni italiani; 3) lo sblocco di risorse e di provvedimenti ministeriali purtroppo in stallo, con nove interventi in campi diversi e strategici che vanno dalla mobilità (sblocco del “buono mobilità” per le famiglie contenuto nel Decreto clima, delle risorse per le piste ciclabili della Legge di Bilancio 2020), per la riqualificazione del patrimonio edilizio (Legge Bilancio 2020), per la realizzazione delle foreste urbane (Decreto clima) fino allo sblocco delle risorse per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni (Legge Realacci). E poi completare l’anagrafe dell’edilizia scolastica e accelerare diversi interventi. In particolare, per Legambiente sarebbe importante utilizzare i mesi di chiusura delle scuole per realizzare indagini diagnostiche dei solai, l’adeguamento alla normativa antincendio, le verifiche di vulnerabilità sismica; ma anche interventi di manutenzione ordinaria per implementare sistemi di sicurezza e distanziamento indispensabili nella fase di rientro anche per gli studenti.
Vantaggi economici – Se il Paese decidesse di mettere in pratica questa ricetta andrebbe incontro ad importanti vantaggi economici. Ad esempio, con i cantieri per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio si metterebbero in moto investimenti, tra diretti e indiretti, per quasi 9 miliardi di Euro all’anno con 430 mila occupatie con risparmi in bolletta per le famiglie pari a circa 620 euro all’anno. Semplificando gli interventi per portare la banda larga anche nei piccoli comuni e nelle aree interne del Paese si produrrebbero vantaggi economici (con quasi 9 miliardi di euro di investimenti per il cablaggio previsti in tutta Italia), accompagnati da ricadute positive per far tornare a vivere e investire nei borghi. L’economia circolare può diventare il motore del rilancio dei territori: a livello europeo viene stimato al 2030 un beneficio economico dall’adozione di una maggiore spinta in questa direzione pari a 1.800 miliardi di euro annui, favorendo una crescita del Pil fino al 7%. Scegliendo poi la strada di una progettazione di qualità e di veri controlli ambientali si potrebbero cancellare le tante procedure di infrazione europee aperte contro il nostro Paese (in questo momento sono 19 quelle ambientali) che ci hanno costretto in questi anni a pagare oltre 500 milioni di euro di multe per inquinamento e ritardi che, oltretutto, scontano i cittadini.
LE 33 PROPOSTE DI LEGAMBIENTE
SEMPLIFICAZIONI IN MATERIA DI AUTORIZZAZIONI:
1. Semplificazioni per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili
2. Semplificazione degli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente
3. Promozione dell’efficienza energetica attraverso sistemi geotermici
4. Semplificazioni in materia di valutazione di impatto ambientale e partecipazione dei cittadini
5. Semplificazione per l’installazione di reti a banda larga
6. Semplificazioni per l’installazione di ricarica per auto elettriche
7. Eliminazione di limiti all’utilizzo del pet riciclato per la produzione di bottiglie di plastica
8. Promozione del Green public procurement
9. Utilizzo di materiali provenienti dal riciclo nelle costruzioni
10. Semplificazione degli interventi di rigenerazione urbana e ambientale
11. Demolizioni di edifici abusivi
PROVVEDIMENTI IN MATERIA DI RILANCIO DELL’ECONOMIA:
1. Proroga e revisione degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistente.
2. Creazione di un fondo per l’efficienza energetica e l’accesso al credito da parte delle famiglie
3. Riqualificazione energetica del patrimonio edilizio residenziale pubblico
4. Interventi di Adattamento ai cambiamenti climatici nei comuni italiani
5. Fondo progettazione per la riqualificazione di edifici e strutture pubbliche
6. Proroga di Industria 4.0 e prospettiva green
7. Misure a sostegno dell’economia circolare
8. Creazione di un fondo nazionale per la bonifica dei siti orfani
9. Rinnovo del materiale rotabile ferroviario regionale e urbano
10.Welfare mobilità per i dipendenti
11.Potenziamento dei controlli ambientali
12.Misure di contrasto alla povertà energetica
13.Regolarizzazione dei cittadini stranieri
PROVVEDIMENTI MINISTERIALI DA SBLOCCARE:
1. Sbloccare il “buono mobilità” per le famiglie
2. Sbloccare le risorse per le piste ciclabili
3. Sbloccare le risorse per la riqualificazione del patrimonio edilizio
4. Aggiornare le linee guida per l’autorizzazione di impianti da fonti rinnovabili
5. Emanare i decreti e regolamenti per rendere definitivamente operativo il codice del terzo settore
6. Sbloccare le risorse per la creazione di foreste urbane
7. Completare l’anagrafe della situazione statica e energetica dell’edilizia scolastica
8. Accelerare gli interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico
9. sbloccare le risorse per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni
PIU’ SPESSO TI PESI, PIU’ DIMAGRISCI
Salire sulla bilancia e pesarsi aiuta a perdere peso. Soprattutto se la bilancia è collegata allo smartphone, i progressi sono maggiori. Lo sostiene uno studio inglese dell’università di Manchester: quanti chili si perdono? Beh, chi aveva interagito più spesso con le bilance digitali aveva perso in un anno circa 1,3 chili in più rispetto a chi non ne aveva fatto uso (e abuso). A dire il vero, lo studio è stato condotto insieme a una azienda produttrice di bilance tecnologiche…
IN 20 GIORNI BOOM DI GELONI: C’E’ LEGAME COL COVID-19?
“100 casi di Erythema Pernio-like raccolti e documentati in 20 giorni tra i nostri iscritti: un’anomala frequenza di una sintomatologia sovrapponibile a quella dei cosiddetti geloni, problema già poco comune in età pediatrica nella stagione invernale, ma residuale in primavera e comunque mai osservato con questa incidenza. Si tratta di insolite lesioni eritemato-edematose dei piedi (in particolar modo sulla superficie dorsale delle dita e nelle linee di confine plantare), ed in minor misura delle mani, con caratteristiche cliniche del tutto simili a quelle dell’Eritema Pernio”. Ad annunciare l’esito dell’indagine clinico-epidemiologica tra gli iscritti alla Federazione Italiana Medici Pediatri, il suo Segretario Nazionale alle Attività Scientifiche ed Etiche, Mattia Doria. Dei 100 bambini e adolescenti con i geloni, sul 14% è stato possibile effettuare un tampone rinofaringeo per Sars-Cov-2 e di questi solo un bambino è risultato positivo.
“Non sappiamo – segnala Doria – se queste lesioni Erythema Pernio-Like possano essere correlate all’epidemia di Covid-19. Solo alcuni dei pazienti osservati, per lo più privi di altri sintomi, hanno avuto la possibilità di accertamenti di laboratorio. Tuttavia, la coincidenza cronologica dei due eventi e la possibilità che fra i meccanismi patogenetici della infezione da Covid-19 possano rientrare alterazioni vascolari, lascia spazio alla non ancora verificata ipotesi che la comparsa di lesioni a carico delle estremitàErythema Pernio-Like possa rappresentare una espressione cutanea di questa infezione nel bambino”.
MAL DI TESTA SOCIAL
Commenti e domande a portata di facebook dal 9 al 15 maggio, sull’omonima pagina social dedicata alla Giornata Nazionale Mal di Testa che festeggia, riunendo virtualmente tutti gli esperti SIN (Società Italiana di Neurologia), ANIRCEF (Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee) e SISC (Società Italiana per lo Studio delle Cefalee). Dalla gestione dell’emicrania al tempo del Coronavirus ai fattori scatenanti da evitare in quarantena, dalla gestione della cefalea nel bambino alle possibilità diagnostiche fino ai nuovi e promettenti scenari terapeutici, dalla cefalea a grappolo alle problematiche diagnostiche, si farà il punto su una patologia che colpisce 1 persona su 2, con episodi che si verificano almeno una volta l’anno (dati Organizzazione Mondiale della Sanità) e il rapporto aumenta fino a 3 persone su 4 nella fascia di età tra i 18 e i 65 anni. La patologia riguarda anche le fasce più giovani della popolazione: oltre il 40% dei ragazzi è colpito da cefalea mentre 10 bambini su 100 soffrono di emicrania, una forma comune di cefalea primaria.
DAL PLASMA, CURA CONTRO IL CORONAVIRUS
Il plasma dei pazienti guariti da Coronavirus è l’arma per curare le persone infette o che si infetteranno nei prossimi mesi prima dell’arrivò dei vaccini: essendo carico di anticorpi neutralizzanti, è lo strumento che può fare da ponte. D’altronde, tanto la raccolta quanto l’infusione di plasma iperimmune sono pratiche di routine in medicina, ben tollerate e con rischi estremamente bassi da quanto hanno notato i medici che le hanno utilizzate con successo anche nelle epidemie precedenti come la Sars e la Mers, tra il 2012 e il 2013, con ottimi risultati. Lo sa anche Roberto Burioni, Professore di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e Direttore scientifico Medical Facts: “La terapia con siero (o plasma) iperimmune non è cosa nuova, il primo premio Nobel andò a Von Behring nel 1901 per questa terapia, usata anche nel 1918 per la spagnola. La novità grossa ci sarà quando dati solidi diranno che funziona anche con COVID-19”.
C’è un però: la terapia risulta però impegnativa fin dalla selezione dei donatori. “Da 100 potenziali candidati non ne ricaviamo più di 30 adatti – ha spiegato Massimo Franchini, responsabile dell’Immunoematologia e Medicina trasfusionale dell’ospedale Carlo Poma di Mantova – Questo perché dobbiamo avere pazienti guariti da almeno 2 settimane e con tamponi negativi, che non abbiamo co-morbidità e siano idonei a donare il plasma. Insomma, devono essere persone sane, che hanno contratto Covid-19 e sono guarite”. Di per sé, la procedura ha dei vantaggi: è poco costosa, il sangue è quello di quanti sono guariti dal Coronavirus solo che viene debitamente trattato, inoltre il miglioramento del paziente avviene con una velocità sorprendente: da 8 a 24 ore. In Italia questo protocollo di cura è partito dal Policlinico San Matteo di Pavia, ma poi il Poma di Mantova (dove i morti per Covid19 sono azzerati da quasi un mese) è salito alla ribalta mondiale dopo che la 28enne Pamela Vincenzi, è stata la prima paziente ad essere trattata con le infusioni di plasma (la parte liquida del sangue) durante la gravidanza. Sono bastate le infusioni di due sacche di plasma per risultare clinicamente guarita, lei e la sua bambina di 24 settimane che porta in grembo. Tutte e due fuori pericolo, ha detto con entusiasmo il professore Giuseppe De Donno, medico in prima linea nell’emergenza presso il presidio mantovano. Ora l’Asst di Mantova pensa a un’altra fase della sperimentazione basata su 200 pazienti da trattare. C’è da dire che comunque l’infusione ha “un’efficacia di massimo due o tre settimane; ma potrebbe essere ripetuta al bisogno”. Intanto si continua a fare sperimentazione e, mentre le osservazioni sono ancora in corso, lo stesso protocollo lo stanno adottando con successo anche all’Aou di Novara.
FASE 2: GLI ITALIANI VOGLIONO TORNARE AL BAR
Una indagine esclusiva dell’Istituto Espresso Italiano (IEI) e YouGov mette in evidenza il sentiment del consumatore italiano che è persino disposto a pagare di più una tazzina di espresso italiano pur di tornare in sicurezza. Il quadro generale è quello di un paese che teme il virus e lo affronta con cautela. Il timore di contrarre il Covid-19 rimane infatti alto (il 78% delle donne e il 64% degli uomini dichiarano di essere abbastanza o molto preoccupati, in particolare sopra i 35 anni). Gli italiani si confermano però un popolo estremamente cauto, il 60% dichiara di evitare di toccare oggetti in pubblico e in media un italiano dichiara di lavare/igienizzare le mani 14 volte al giorno. Comunque nonostante la pandemia, per il 25% del campione intervistato il bare resta l’occasione per passare tempo con gli amici e i colleghi (prima della crisi erano il 33%) e per il 25% un momento di pace e relax (stessa percentuale di prima dell’emergenza).
Italiani tra l’altro disposti a pagare un prezzo maggiore per il caffè al bar: il 72% si dichiara pronto a farlo in presenza di una maggiore sicurezza del luogo di consumo, il 68% in presenza di una qualità migliore. Al primo posto tra gli accorgimenti più apprezzati l’igienizzazione continua dei tavoli (42% del campione intervistato) e la pulizia di stoviglie con prodotti particolari (29%).
INGV: NASCE IL SITO DEL CENTRO ALLERTA TSUNAMI
Corriamo il rischio maremoti? A domanda risponde da oggi il sito web ufficiale del Centro Allerta Tsunami dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (CAT-INGV).
Obiettivo della nuova piattaforma: sensibilizzare i cittadini al rischio tsunami in Italia, ancora poco noto a causa della frequenza relativamente bassa dei grandi maremoti nel Mediterraneo, e soprattutto fornire strumenti che consentano di ridurre l’impatto in caso di evento.
A disposizione per sapere come si formano i maremoti, come si propagano, dove sono più probabili, come possiamo difenderci, quali sono le Istituzioni internazionali e nazionali che si occupano della tutela e della comunicazione del rischio, un focus è dedicato al rischio tsunami nel Mediterraneo, dove il CAT opera dal 2016 come Tsunami Service Provider per il sistema di protezione civile nazionale e per molti Paesi dell’area euro-mediterranea.
Gli tsunami, infatti, sono eventi che, seppur rari, possono essere particolarmente distruttivi anche nei nostri mari, al pari di quelli che hanno colpito negli ultimi vent’anni l’Indonesia, il Cile, il Giappone. Va ad esempio ricordato il terremoto-maremoto di Messina e Reggio Calabria del 28 dicembre 1908, che ha provocato onde alte oltre 11 metri in alcune zone del Reggino. Eventi più piccoli sono molto più frequenti e possono essere, potenzialmente, ugualmente pericolosi: un’onda di tsunami di poche decine di centimetri può abbattere porte, spostare automobili e trascinare in mare persone adulte, anche di corporatura robusta.
RIAPRIRE LE TOELETTE ORA CHIUSE PER COVID-19
Chiuse per Covid-19. Tranne che in Veneto, Puglia, Emilia Romagna e da oggi anche nel Lazio – purché il servizio venga svolto per appuntamento, senza il contatto diretto tra le persone – , si chiede la riapertura delle toelettature, in anticipo rispetto ai tempi previsti dal Governo che le equipara ai parrucchieri. Secondo quanto è emerso in più occasioni durante la diretta youpet, “il toelettatore ha il compito di salvaguardare l’igiene e la salute dell’animale, cane o gatto che sia, in base all’esigenza della razza. Ci sono cani che hanno bisogno di essere slanati e liberati dall’ingombrante sottopelo, che se non viene rimosso periodicamente, può provocare irritazioni dovute all’accumulo di polvere e batteri, che si depositano sulla cute, provocando le tanto fastidiose e dolorose dermatiti. Altri invece che hanno il pelo a crescita continua, che se non viene tagliato, come solo un professionista può fare, tende ad annodarsi e ad infeltrirsi, creando così, anche in questo caso, accumulo di polvere, batteri e conseguenti dermatiti. Oltre a questo, non è da sottovalutare l’igiene delle orecchie, dove in molte razze, vengono pulite con l’estirpazione dei peli, che crescono all’interno dell’orecchio stesso. Il mancato intervento di questa manovra, porta molto spesso a otiti. Il taglio delle unghie, che per quanto sembra una cosa semplice, per tanti proprietari di animali, Le assicuro, non lo è, e questa mancata operazione, fa si che l’unghia stessa rischi di forare il polpastrello dell’animale. Si aggiungono alla lista, i bagni medicali necessari in caso di dermatiti, e antiparassitari . Tutte queste mancate cure, provocano stress e disagi dolorosi”.
MASCHERINE FAI-DA-TE IN JEANS, CARTA E COPPETTE REGGISENI: I MATERIALI MIGLIORI
Jeans, asciugamani, sacchetti usa e getta, coppe del reggiseno o t-shirt? Quali sono i materiali migliori per costruirsi in casa le mascherine? La domanda se l’è posta il New York Times che ha pubblicato un’analisi dettagliata sui tessuti utilizzati più comunemente e sulla loro efficacia, secondo i test condotti da Smart Air, azienda che produce depuratori d’aria, dai ricercatori della Virginia Tech, dall’Università della Scienza e della Tecnologia del Missouri e del Wake Forest Baptist Health. E mentre la moda scende a patti con l’esigenza pandemica, capita anche di imbattersi in rete nella vendita di mascherine di Giada Curti (in foto), filtranti non sterili, con tristato di Print tex, Tnt SpunBond+MeltBlow. Idrorepellente, filtrante, biocompatibile e non irritante conforme alle vigenti regole, sanificabile e capacità filtrazione batterica 90%, questa mascherina della stilista delle vip ad esempio è dotata di un nasello che modella la forma nasale ed è un protodotto sartoriale acquistabile a Pontecorvo (FR) oppure online (10 pezzi a 129 €, spedizione compresa). Nel frattempo, ecco la lista dei materiali:
Jeans. Filtra oltre il 90% delle particelle grandi (droplet) e circa un terzo di quelle piccole (aerosol).
Cuscinetti del reggiseno. Testando un reggiseno in «mussola e spugna», ha catturato il 76% delle particelle grandi e il 14% di particelle piccole.
Asciugamani di carta. Quelli a due strati hanno filtrato il 96% di particelle grandi e il 33% di quelle piccole.
Borse riutilizzabili in polipropilene non tessuto. Hanno filtrato il 73% di particelle grandi e l’11% di quelle piccole.
T-Shirt. Alla Virginia Tech, uno strato di una vecchia maglietta di cotone ha mostrato di catturare il 20% delle particelle fino a 0,3 micron e il 50% di quelle più grandi. Uno studio dell’Università del Cambridge del 2013 ha scoperto che due strati di maglietta catturavano circa il 70% delle particelle più grandi. Nel test Smart Air, due strati di maglietta hanno catturato il 77% di particelle grandi e il 15% di quelle piccole.
Federe e lenzuola. Quelle in cotone 100% hanno filtrato il 90% di particelle grandi e il 24% di particelle piccole.
Sciarpe e bandane. Realizzate nella maggior parte dei casi in cotone molto leggero, anche se ripiegate quattro volte, non offrono molta protezione. Nei test Smart Air, entrambe hanno funzionato male.