CORONAVIRUS: DA SALERNO I CACIOBOND, PAGHI OGGI E MANGI NEL 2022

Caciobond contro la crisi del sistema bufalino. Non è una bufala l’idea nata da Coldiretti Salerno e dal caseificio Giuseppe Morese: compri oggi e mangi nel 2022, visto che per produrre caciocavallo di bufala da 11 chili servono 60 litri di latte di bufala e due anni di stagionatura. “L’idea di trasformare il latte in eccedenza in caciocavalli di bufala, ha l’obiettivo di salvaguardare l’intero comparto, in particolare il settore zootecnico, che non può fermarsi. I consumatori acquistano il prodotto e lo ritirano due anni dopo, a stagionatura completata consentendo agli imprenditori di ricevere, subito, la liquidità per fronteggiare il dopo emergenza”, spiega il direttore di Coldiretti Enzo Tropiano.

IN SMARTWORKING È BOOM DEGLI AUDIO 8D

Contro la monotonia della quarantena, i brani musicali immersivi in 8D spopolano sulle chat private. L’8D per chi non lo conosce sta per «8 dimensioni», ribadendo il carattere multidimensionale dell’ascolto e rappresenta in questo senso l’ultima frontiera uditiva: il suono non sembra provenire da cuffie o auricolari, ma da uno spazio indefinito che invita a ad ascoltare più con il cervello che con le orecchie. Sennheiser propone due modelli di cuffie evergreen: le MOMENTUM Wireless III con funzioni Auto On/Off e Smart Pause e il Three Active Noise Cancellation che permette di eliminare attivamente il rumore dell’ambiente esterno o, al contrario, attivando il sistema Transparent Hearing, si può evitare di perdere la percezione del luogo circostante (399 €); oppure HD 800 S, disegnata costruita e assemblata a mano in Germania, usando tra i materiali anche il Leona, originariamente impiegato in campo aeronautico, conosciuto per garantire poche oscillazioni (1.599 €). Tra le caratteristiche top, va sottolineato come le sue capsule, sono ricoperte da soffici padiglioni in microfibra, sono state progettate in modo tale che le onde sonore vengano dirette all’orecchio con una leggera angolazione assicurando una percezione particolarmente naturale e pulita del suono.

EQUI-COVID19: MANIFESTO PER LA FASE2 “A CAVALLO”

Ripartire in sicurezza è l’obiettivo comune per uscire dal lockdown causato dal Coronavirus. La fase 2 è domani. Per questo Sirio Fracassi, Responsabile Nazionale Csain Equitazione, ha messo nero su bianco e creato un decalogo per ripartire “a cavallo”. Il manifesto Nocovid19 dell’Asd Le Cerque a Montopoli di Sabina (Rieti) ha il valore di un protocollo di lavoro nel settore equestre. Equi-Covid19 prevede il rispetto di tutte le norme igienico sanitarie indicate dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e dal Ministero della Salute. Inoltre ha (ovviamente) sfumature che coinvolgono pony e cavalli.

“A Le Cerque, soci cavalieri/amazzoni arrivano già in tenuta, per effettuare la lezione, con abbigliamento e strumenti atti all’equitazione. Chiunque deve osservare la distanza di sicurezza e dotarsi dei dispositivi monouso di protezione, avendo cura di provvedere all’igiene delle mani”, spiega Fracassi. Ma un dettaglio pone l’accento sulla sicurezza nel frequentare il Circolo, nel punto 6 dedicato a “Cavalli/pony alla posta”, dove si legge “la distanza tra i cavalli/pony è di 3 metri l’uno dall’altro, con bardature accanto”. “Qui, dalla tolettatura al sellaggio, ogni attività preliminare sarà effettuata con strumenti propri. Gli spazi condivisi sono solo i servizi igienici, dove accedere uno alla volta. Vietato l’uso di club house, sellerie, spogliatoi e docce. Perché si lavora in campo e in campo viene garantita una distanza doppia rispetto a quella prevista (3 metri). Inoltre, le lezioni di equitazione avverranno su campi diversi. Che sia il tondino (diametro 18m), con al massimo 3 bambini (pony) e istruttore; che sia nel rettangolo di 800 mq con 4 ragazzi al massimo e un istruttore; che sia nel rettangolo da 2000 mq con un istruttore; o che sia nel campo da cross, con al più 5 ragazzi/adulti che operano con cavalli in 5000 mq e un istruttore”, conclude il Responsabile Nazionale Csain Equitazione.

COVID-19: NEL CENTRO ESTETICO COME IN SALA OPERATORIA

“Tratterò il mio salone di bellezza come fosse una sala operatoria, per il bene delle mie dipendenti, che devono poter lavorare in un ambiente sicuro, delle mie clienti, così che possano rilassarsi e pensare alla loro bellezza e al loro benessere senza paure, ma anche il mio e delle persone a me care. Sarà mia cura assicurarmi che ogni oggetto e ogni superficie rispondano ad elevati standard di pulizia, disinfettando spesso non solo gli strumenti, ma anche le maniglie e le postazioni. Una volta a settimana, verrà, inoltre, realizzata una sanificazione più approfondita e certificata”, dice Giulietta Fargnoli, proprietaria di un centro benessere a Riardo (CE).

Il rispetto delle indicazioni fornite dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e dal Ministero della Salute sarà una condizione indispensabile per entrare nei saloni di bellezza. Come? Giulietta sta già riorganizzando le cabine del salone. Per i trattamenti di manicure, ha acquistato un apposito pannello parafiato. Tutti gli strumenti saranno opportunamente sterilizzati, ma, chi preferisce, potrà acquistare un mini-kit personale di attrezzature da portare a casa con sé, e riportare il mese successivo. Per quanto riguarda, invece, i trattamenti corpo e viso, si cercherà di privilegiare i trattamenti effettuati con i macchinari, che, sebbene abbiano un costo più elevato (ma saranno praticati sconti), consentono di non avere un contatto diretto con la paziente.Infine, per i trattamenti di epilazione, sia manuale, sia meccanica, verranno sterilizzate tutte le superfici con le quali la cliente entra in contatto. Il barattolo di cera sarà aperto davanti alla cliente e utilizzato solo per lei, così come le spatoline monouso. Un’accortezza che è sempre stata rispettata nel salone. Sia cliente, sia estetista, indosseranno per l’intera durata di ogni trattamento guanti e mascherine.

TRAVEL TUMBLER PER UN MONDO PLASTIFREE CON ARTE

Ricordano le attrezzature da picnic di una volta questi pattern dall’aria vintage che l’artista Olimpia Zagnoli ha creato per assecondare 24Bottles nel liberare liberare il mondo dalla plastica monouso. Oggi, in occasione dell’Earth Day 2020, la Terra festeggia la sua giornata prendendo dalla credenza della nonna questa esclusiva collezione Travel Tumbler  dedicata a sostenere i progetti di bonifica delle acque di Plastic Whale Foundation, attraverso una donazione fatta da 24Bottles. La vivace sirena, protagonista del pattern, è una creatura fantastica che ricorda perfettamente la connessione tra il mondo umano e quello naturale. Un modo diverso, artistico, per inviare messaggi a fare da monito alle persone nel relazionarsi con argomenti importanti come il cambiamento climatico e quanto sia importante preservare e prendersi cura del nostro pianeta. Il collegamento creatosi con Plastic Whale Foundation, trova espressione nel motto “Smetti di parlare, comincia a fare“, che mostra l’urgenza di agire e la fiducia nel potere positivo di fare insieme. L’ONG olandese – la prima azienda di pesca professionale di plastica al mondo – trasforma la pesca dei rifiuti di plastica in una potente lezione ambientale per i cittadini più giovani di Amsterdam, i quali possono godere di un divertente programma educativo sulla sostenibilità. Il progetto è sostenuto anche da Plastic Whale, la cui missione è “ispirare gli altri ad agire per acque prive di plastica“.

GIARDINAGGIO: LO PRESCRIVE IL MEDICO

Il giardinaggio è terapeutico. Infatti, è da un po’ di tempo che in Gran Bretagna il Sistema sanitario ha fatto presente ai medici di prescrivere ai pazienti la ‘cura dell’orto e del verde’. Perché sono sempre più numerosi gli studi che dimostrano come dedicarsi a quest’attività ha effetti benefici nel ridurre depressione, ansia e stress. Chi si dedica al giardinaggio, in genere, ha livelli più bassi di cortisolo, l’ormone dello stress, e dunque uno stato di benessere generale maggiore che migliora anche la qualità del sonno. Vangare, togliere le foglie secche alle piante, seminare e zappare migliorano la nostra resistenza e danno maggiore flessibilità ai muscoli e articolazioni. Una serie di miglioramenti che ricadono positivamente anche sulla riduzione dell’obesità e dell’ipertensione.

QUAL E’ LA PUZZA PIU’ PUZZOLENTE?

Siamo nati per provare disgusto per le cose che ci possono far male. Il corpo si sa, è una macchina perfetta, e quindi consideriamo di cattivo odore gli scarti e le cose putrefatte. Pare però che uno degli odori peggiori del mondo sia una variazione delle feci che, infatti, possono contenere batteri in grado di farci ammalare. Un altro candidato nella classifica delle cosa che puzzano di più al mondo è un composto chimico di nome tioacetone. Nel 1889 alcuni chimici stavano provando a sintetizzarlo in un laboratorio di Friburgo, in Germania, quando qualcosa andò storto e l’odore si diffuse per la città, causando panico, nausea e vomito.

AAA CERCASI PAZIENTI PER TESTARE COLVID-19 NELLA CURA AL CORONAVIRUS

“Stiamo reclutando uomini e donne ospedalizzati ma non ancora in terapia intensiva. Vogliamo valutare gli effetti della colchicina, una cura che utilizziamo contro artriti acute come la gotta e altre forme infiammatorie croniche”, dice il prof. Roberto Gerli, Presidente Eletto di SIR,  Società Italiana di Reumatologia che finanzia anche lo studio del Colvid-19.

L’obiettivo è arruolare 308 pazienti. “La colchicina presenta delle peculiarità e delle potenzialità estremamente interessanti – continua Gerli – Il farmaco può avere un’azione antivirale, ma contemporaneamente è in grado di bloccare la risposta infiammatoria del sistema immunitario senza però causare una immunodepressione. Sono tutte caratteristiche che possono essere sfruttate per limitare e quindi prevenire alti livelli di infiammazione responsabili dei danni d’organo determinati da un agente patogeno estremamente pericoloso e insidioso come il Coronavirus”. Lo studio COLVID-19 (promosso dalla Sezione di Reumatologia del Dipartimento di Medicina dell’Università di Perugia e realizzato sotto l’egida della SIR) si svolgerà sull’intero territorio nazionale e potranno partecipare tutti i centri che inoltreranno una richiesta. “Dai dati finora disponibili emerge che circa il 25% dei pazienti ricoverati, a causa del virus, ha un peggioramento clinico che causa la necessità di ventilazione meccanica o il ricovero in terapia intensiva – prosegue il prof. Gerli -. Come comunità scientifica dobbiamo quindi trovare nuovi trattamenti per ridurre l’infiammazione polmonare e di altri organi e di conseguenza le ospedalizzazioni. Così sarà possibile dare nuove chances di sopravvivenza agli uomini e donne colpiti dal COVID e ridurre accessi e ricoveri nelle strutture sanitarie. Stiamo inoltre già lavorando a nuovi progetti di studio per il coinvolgimento di pazienti anche a livello domiciliare”.

CAFFE’ PORTA A PORTA, IN BICI O SULL’APE TRUCK: IDEE PER BERE L’ESPRESSO ITALIANO

Vi manca l’espresso al bar? Ecco che giovani baristi ve lo consegnano porta a porta, in bicicletta o sul truck. Carolina Mezzacasa, ad Agordo (Belluno) ci aveva già pensato e ora è arrivato il momento per farlo decollare: «avevamo già creato un chiosco itinerante a norma dedicato esclusivamente alla caffetteria col progetto di offrire sulle piste sciistiche espresso e cioccolata calda. Con macchina da caffè, bicchieri di carta e prodotti di qualità». «Proseguiamo con il servizio a domicilio per i nostri prodotti da forno e abbiamo la risposta anche per espresso e cappuccino con la possibilità da parte del cliente di ritirarli anche fuori dal nostro bar in piena sicurezza, in bicchierini monouso pagando anche con modalità digitali in modo da ridurre al minimo i contatti», dice Daniela Giordani, titolare di un bar a Città Riolo Terme (Ravenna). Un’altra bella storia viene da Barletta dove Lucia Franco ha il suo bar: «tutte le mattine consegniamo a domicilio la colazione con espresso e cappuccino, lo facciamo in maniera sostenibile peraltro, avendo acquistato una bici elettrica per gli spostamenti». Consegna a domicilio di prodotti da forno anche per Pan Hoi San a Santa Lucia del Piave (Treviso) «e insieme alla brioches regaliamo anche un pacchettino di caffè con un biglietto e una dedica per portare ai nostri clienti il ricordo della colazione al bar promuovendo, e lo faremo sempre più, prodotti italiani. Molti dei nostri clienti sono infatti produttori agricoli e quindi cerchiamo tutti di sostenerci a vicenda». «Continuerò a puntare sulla qualità perché da lì bisogna ripartire: dall’espresso italiano certificato e l’erogazione perfetta. Nel frattempo ci muoviamo con la comunicazione online per stare vicino alla nostra comunità e stiamo pianificando agevolazioni e servizio a domicilio per fare evitare affollamenti al bar» è per finire la sfida di Robin Alam nel suo bar a Bologna. Queste le voci raccolte dall’Istituto Espresso Italiano (Iei), che guarda al dopo “Covid-19”, con ottimismo nonostante l’attività dei baristi sia talvolta ferma e senza prospettive di breve termine.  

COVID-19 E CINA: ANCHE L’AUSTRALIA HA DUBBI NELLA GESTIONE DELL’EPIDEMIA

Sappiamo tutto quello che è accaduto in Cina sul Coronavirus? Dubbi sulla gestione dell’epidemia li ha anche l’Australia che ha messo in discussione la trasparenza di Pechino e ha chiesto un’indagine internazionale sull’origine del virus e la sua diffusione nel mondo. “Penso sia importante e noi insisteremo assolutamente su questo”, ha assicurato la ministra degli Esteri australiana Marise Payne intervistata alla Abc. A farle eco il senatore americano David Hawley, repubblicano, che ha proposto una commissione internazionale guidata dagli Usa e ha chiesto che ai famigliari delle vittime di Covid-19 sia consentito di fare causa al governo cinese, mentre già si tratteggiano le prime class action da parte di imprese statunitensi per i danni subiti.

COVID19: QUARANTENA PEGGIORA L’ALZHEIMER

La quarantena è un pericolo per chi soffre d’Alzheimer. Una domiciliazione forzata può favorire stati di ansia di difficile gestione causando non poche difficoltà anche ai familiari, che rappresentano l’unico pilastro fondamentale per l’assistenza ai pazienti stessi (600mila in Italia).  Lo dice anche la Prof.ssa Amalia Bruni, Direttrice del Centro Regionale di Neurogenetica dell’ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme, presidio di rilevanza mondiale per lo studio delle demenze degenerative, e Presidente eletto della SINdem: “Pur condividendo la necessità del divieto di uscire da casa posto in essere contro il Covid -19, sono sinceramente preoccupata per i pazienti con Alzheimer per i quali non poter andar fuori per la consueta passeggiata può significare un aumento dell’ansia e quindi un peggioramento del loro stato di salute. Inoltre, la chiusura dei luoghi di assistenza sanitaria e sociale, come gli ambulatori medici, i caffè Alzheimer e i centri diurni, fa sì che l’accudimento dei pazienti gravi interamente sui propri familiari che, senza quelle poche ore di relax, non riescono a recuperare le energie fisiche ed emotive per sostenere i pazienti, con il rischio dell’aumento di disturbi comportamentali non solo nel paziente ma anche nel familiare stesso”. 

Ecco alcuni consigli pratici per i pazienti:

·         Non alterare i ritmi sonno veglia, mantenendo le abitudini del mattino: dall’ora del risveglio, alla colazione, dall’igiene personale e all’abbigliamento. Non rimanere in pigiama per tutto il giorno

·         Approfittare delle tecnologie oggi disponibili come le videochiama te per contattare amici e parenti e magari coloro che non si ha mai tempo di sentire

·         Fare attività motoria durante la giornata, semplici esercizi, brevi passeggiate intorno al palazzo o sul terrazzo condominiale per favorire il relax

·         Recuperare ricordi del passato magari attraverso vecchie fotografie e filmati

·         Coinvolgere i pazienti nell’impegno della casa come cucinare, apparecchiare, riordinare

·         Dedicarsi a hobby quali disegnare, cantare, ascoltare musica, vedere la tv e commentare

·         Pianificare un obiettivo della giornata

SESSO: FA BENE ANCHE A UNA CERTA ETA’

Fare l’amore fa bene. Al cuore, alla pressione, al sistema immunitario, riduce stress e dolori e migliora l’umore (l’ideale sarebbe una o due volte a settimana). Ormai lo dicono da tempo. Quello che invece dicono meno, è che fa bene a tutte le età e che l’eiaculazione protegge gli uomini dal tumore alla prostata. Diversi studi sostengono la tesi che più a lungo si resta sessualmente attivi, più a lungo si preservano la memoria e alcune funzioni esecutive superiori, come la capacità di prendere decisioni. Stando a una ricerca pubblicata sul Journal of Gerontology, negli anziani che non rinunciano al sesso si osserva una maggiore crescita dei neuroni dell’ippocampo, la regione del cervello

MAMME: ALLATTAMENTO PROTEGGE DALLE EMERGENZE

Cosa succede al latte in un’emergenza? È la domanda sempre più ricorrente fra le mamme e chi, se non La Leche League Italia poteva rispondere? Ecco dunque che le parole di Karleen Gribble, membro dell’Infant Feeding in Emergiencies (IFE) Core Group, oltre che dell’Australian Breastfeeding Association (ABA), intervengono per rassicurare. Nella video-intervista (tradotta in italiano la trovate qui) alla specialista di alimentazione nelle emergenze, si evidenzia come l’allattamento, durante le emergenze protegge. D’accordo, l’emergenza crea preoccupazione, ma il latte umano è sempre buono; l’allattamento e il contatto fisico rilassano la mamma e il suo bambino. In momento complicato come una situazione di emergenza per la salute globale, (in cui le mamme si ritrovano a vivere la loro maternità isolate e senza il sostegno di cui avrebbero bisogno), la protezione e il conforto che l’allattamento offre ai neonati e alle loro mamme raggiungono il loro massimo potenziale.

COVID-19: VIRUS CON “LE PALLE”, SI ANNIDA NEI TESTICOLI

Il Covid-19 si annida nei testicoli. Ecco perché muoiono più uomini rispetto alle donne. Lo ha rivelato uno studio condotto negli Usa dal Montefiore Health System e dall’Albert Einstein College of Medicine, in collaborazione con l’Ospedale di Malattie Infettive Kasturba di Mumbai in India.

La ricerca al momento è disponibile sul sito MedRxiv e offre uno spunto per valutare gli effetti del Coronavirus in particolare sui pazienti di sesso maschile. Quando il virus Sars-Cov-2 entra nelle cellule umane, si trova soprattutto nel tessuto polmonare, intestinale e cardiaco, ma anche nei testicoli. Stando ai test dei ricercatori, agli uomini occorrono 6 giorni per guarire dal virus, contro i 4 impiegati dalle donne.

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