DANNI ALLA VISTA PER DIDATTICA A DISTANZA E SMART-WORKING

STUDENTI A RISCHIO MALATTIA OCCHIO SECCO PER DAD E SMART-WORKING

Volete mantenere in salute la vista? Esperti dell’occhio secco di fama internazionale della TFOS raccomandano di seguire la regola 20/20/20:

  • Ogni 20 minuti di visione da vicino fissa un punto lontano 20 piedi (6.096 metri) per almeno 20 secondi.
  • Ogni 20 minuti chiudi le palpebre e poi strizzale leggermente per 2 secondi svolgendo un ammiccamento.

Questa semplice azione ripristina il film lacrimale, riattiva la vista a distanza e riposa gli occhi. Come afferma il Prof. Stefano Barabino, responsabile del Centro Superficie Oculare e Occhio Secco dell’Ospedale L. Sacco di Milano: “L’esposizione prolungata a schermi digitali determina una più rapida evaporazione del film lacrimale, quel sottile strato di liquido che riveste la superficie oculare. Il motivo risiede nello scarso o incompleto ‘ammiccamento’: gli occhi vengono strizzati meno di frequente e questo rallenta la diffusione del film lacrimale sulla superficie dell’occhio con conseguenze che vanno dall’affaticamento al bruciore, dall’irritazione al dolore. Se lo stimolo persiste a lungo questo provoca una infiammazione che può diventare cronica. Studi hanno dimostrato che la visione di fronte a schermi digitali determina una diminuzione del rateo di ammiccamento del 40%”. Sbattere le palpebre serve a mantenere intatto il film lacrimale, un sottile strato di acqua e lipidi (grassi) sulla superficie dell’occhio che ci fa vedere nitidamente e ci protegge da corpi estranei e sostanze irritanti.

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IN ITALIA BOOM DI SPECIE ALIENE

SU 123 SPECIE DI MAMMIFERI, 1 SU 8 È ALIENA. TRA I PESCI D’ACQUA DOLCE LO E’ LA META’

In Italia la biodiversità è a rischio. Tra le 123 specie di mammiferi presenti, 1 su 8 è aliena; tra i pesci d’acqua dolce (127 specie) addirittura lo è la metà. Lo confermano le nuove check-list recentemente pubblicate sulle riviste scientifiche Hystrix e Italian Journal of Freshwater Ichthyology.

Nel nostro paese sono almeno 15 i mammiferi (12% delle specie) e 63 i pesci (50% delle specie) introdotti dall’uomo. Ma proprio nell’anno in cui la cimice asiatica, secondo le stime di Coldiretti, ha provocato oltre 300 milioni di euro di danni alla frutticoltura in tutto il Nord Italia, c’è incertezza per gli effetti sulla distribuzione delle specie aliene a seguito del blocco degli spostamenti e delle attività antropiche dovuto alle misure di contenimento del Covid-19 che, di fatto, ha arrestato anche le attività di controllo e limitazione della diffusione delle specie.

La presenza in natura di mammiferi alieni è spesso dovuta alla fuga o al rilascio di individui tenuti in casa come animali da compagnia. Tra loro troviamo ad esempio lo scoiattolo grigio americano Sciurus carolinensis, il tamia siberiano Eutamias sibiricus e il procione Procyon lotor, tutti ritenuti particolarmente pericolosi per la biodiversità nativa e pertanto inseriti nella lista delle specie di rilevanza unionale (ai sensi del Regolamento UE 1143/14). Altri mammiferi sono stati introdotti per motivi venatori, come il silvilago Sylvilagus floridanus, o il cervo sika Cervus nippon, o perché un tempo sfruttati commercialmente per la loro pelliccia, come il visone americano Neovison vison e la nutria Myocastor copypus. Molte specie arrivano con le merci importate, o utilizzando semplicemente i nostri mezzi di trasporto.

Per quanto riguarda i pesci, gran parte delle introduzioni è riconducibile all’attività di pesca sportiva, come nel caso forse più noto, quello del siluro europeo Silurus glanis; ma sono segnalate anche introduzioni da parte di acquariofili, come nel caso dei guppy Poecilia reticulata o dei portaspada Xiphophorus helleri, e addirittura introduzioni a scopo di lotta biologica (alle zanzare!), come nel caso delle gambusie Gambusia holbrooki e Gambusia affinis.

CORONAVIRUS: ALLERTA AL CYBERCRIME

ACRONIS: CYBER PROTECTION CONTRO HAKER CHE PUNTANO AI SISTEMI SANITARI

Si prevedono attacchi ransomware che avranno come bersaglio i sistemi sanitari pubblici e privati. Lo anticipa Acronics, esperto globale di cyber protection: “L’epidemia di Covid-19 implica nuove difficoltà e pericoli per ogni ambiente aziendale, e il ciberspazio non fa eccezione. Nel tentativo di contrastare il rischio di blocco delle attività, ad aziende e singoli individui viene chiesto di passare al digitale. Ciò li rende tuttavia anche facili obiettivi; le strutture sanitarie sono tra le più vulnerabili, poiché i sistemi su cui transitano i dati dei pazienti e delle attività di laboratorio sono spesso collegati”, afferma Serguei Beloussov, CEO e Fondatore di Acronis.

Aggiunge inoltre: “In tutto il mondo molti ospedali e strutture sanitarie sono tenuti in ostaggio dall’inizio dei lockdown. Per un ospedale, ignorare le minacce informatiche è come staccare il ventilatore a un paziente. L’aumento delle minacce informatiche nei confronti di questo specifico obiettivo deve diventare una priorità dei governi, perché mette a rischio i pazienti.”

Per un’efficace difesa contro i cyber criminali e i sofisticati attacchi ransomware, Acronis consiglia alle aziende di impiegare anche l’autenticazione a due fattori e password univoche per i vari servizi. È bene configurare l’aggiornamento automatico dei sistemi e distribuire soluzioni antivirus che includano anche difese contro il ransomware.

Anche rendere statici i siti web pubblici è un metodo efficace, poiché non è sempre necessario utilizzare complessi sistemi di gestione dei contenuti dei siti; in casi come questi, le pagine statiche pre-renderizzate sono più sicure.

MASCHERINE COL TRICOLORE ALLA FACCIA DEL CORONAVIRUS

UNA RISPOSTA CREATIVA ALL’EMERGENZA COVID-19

#faccetricolori alla faccia del Coronavirus. Che significa? Questa è la storia di una pensiero realizzato. “L’idea – dichiara Nazzareno Scopetti, titolare della Rimat di Bastia Umbra (Perugia) – è nata dal confronto con un collega imprenditore che, causa Coronavirus, ha dovuto mettere in cassa integrazione circa 80 persone e che mi ha proposto: visto che queste persone stanno a casa con uno stipendio ridimensionato perché non diamo loro la possibilità di reintegrare il reddito diventando promotori di #faccetricolori?” Cioè? Si tratta di una call nazionale attraverso la quale reclutare tutte le persone di buona volontà che da casa, con i loro pc, potranno svolgere l’attività di promotori e per questo, sarà riconosciuta loro una percentuale sulla vendita delle mascherine.

C’è da dire che questa è la storia di un adattamento dell’azienda che, dopo una consolidata esperienza nel settore della produzione e commercializzazione di indumenti e accessori in ambito professionale, ha accolto l’invito del Governo Italiano a riconvertire la propria produzione, adattandola alla realizzazione di mascherine protettive, fondamentale presidio per contrastare la diffusione del Covid-19.

La mascherina #faccetricolori, fabbricata con tessuto 100% cotone canvas, di alta qualità, idrorepellente e certificato come idoneo al contatto con la pelle, può essere lavata con acqua tiepida e un detergente neutro o sanificata con una soluzione idroalcolica al 60%, per poi riutilizzarla.

Oggi dunque è nata la pattuglia delle #faccetricolori con l’assegnazione dei ruoli di Pony (Pony 1, Pony 2, Pony 3…) ispirati alla ben più nota e amatissima pattuglia acrobatica nazionale. “Tra i primi ad aderire con entusiasmo – conclude Scopetti – sono stati proprio i dipendenti in cassa integrazione del collega imprenditore che mi ha suggerito questa bella idea e che saranno coordinati dal direttore commerciale, Pony 0, per iniziare a promuovere le loro prime #faccetricolori”. Per candidarsi a far parte della pattuglia #faccetricolori è necessario compilare l’apposito form on line sul sito www.faccetricolori.it dove da qualche giorno ha debuttato anche #faccetricolorikids, la mascherina dedicata ai più piccoli.

CORONAVIRUS: LAV, TEST SUGLI UMANI PER GUARIRLI

TOPI O SCIMMIE SONO FUORVIANTI INVESTIGAZIONI

Nuove terapie e un vaccino efficace: sono queste le armi che fermeranno la corsa del Coronavirus. Purtroppo, per identificare o sviluppare alcuni di questi studi è necessario testarli su topi, furetti, gatti e scimmie geneticamente modificati. Occorre chiarire però che “i virus sono “parassiti cellulari obbligati”, cioè non sono in grado di replicarsi autonomamente dato che hanno la necessità di utilizzare le strutture della cellula ospite affinché possano compiersi le diverse fasi del ciclo replicativo: l’infezione. Quindi, per diffondersi il virus deve usare la cellula di un altro individuo e la variabilità genetica di tale individuo è un punto cruciale per la sua capacità di replicarsi. Di conseguenza, è fondamentale studiare gli umani per guarire/proteggere gli umani e non basarsi su fuorvianti investigazioni su altre specie come ratti, topi o scimmie che distano fortemente dalla nostra, determinando errori grossolani e rilevanti ritardi nelle scoperte scientifiche. Inoltre, il modello sperimentale animale è un approccio datato, costoso ed estremamente lento che ostacola lo sviluppo di farmaci e vaccini, tanto che alcune procedure (gli stessi nuovi test o ri-sperimentazione su animali di sostanze già in uso) e i tempi di alcune fasi delle sperimentazioni, sono stati modificati o tagliati dalle Autorità”, dice Michela Kuan, biologa, responsabile LAV Ricerca Senza Animali.

Nel caso del COVID-19 all’inizio si pensava fosse colpa dei serpenti, poi dei pipistrelli e, ora, anche dei pangolini. Ciò di cui, però, siamo certi è che l’origine è da imputare al mercato alimentare di Wuhan in cui si vendevano animali selvatici vivi. La storia non ci è nuova, perché nel non lontano 2003, un altro coronavirus riuscì a fare il “salto di specie” (spillover) tra animale e uomo prendendo il nome di SARS.

“Lo scenario cui stiamo assistendo, però, al di là dei proclami ad effetto, ci mostra una situazione in cui il National Institutes of Health (NIH, organismo pubblico USA che si occupa della ricerca medica) non sta aspettando la tipica e lunga fase di sperimentazione sugli animali  procedendo, invece, con i test sull’uomo: il Moderna biotech a Cambridge in Massachusetts, ad esempio, ha sviluppato un possibile vaccino contro il COVID-19, e lo sta testando su volontari umani di 45 anni in buone condizioni di salute (che non corrono il rischio di essere infettati, perché il prodotto non contiene il virus), senza i trials sugli animali. Tal Zaks, a capo del Moderna, ha dichiarato “Non credo che il passaggio su un modello animale sia una strada fondamentale per arrivare alla sperimentazione clinica… sembra che i topi di laboratorio standard non siano nemmeno sensibili a COVID-19 e non possano comunque essere utilizzati per i test in questa fase”. Moderna è una delle aziende private che hanno iniziato fin da subito a lavorare sul virus, appena l’epidemia è scoppiata in Cina.

Altro approccio sperimentale è quello portato avanti dai ricercatori della John Hopkins School of Public Health in uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Investigation: utilizzare l’immunizzazione passiva, ovvero immunizzare un paziente sano iniettandogli gli anticorpi contenuti nel siero sanguigno di un paziente guarito (i rischi di venire contagiati da altri patogeni presenti nel sangue del paziente guarito sono ridotti al minimo, grazie alle moderne tecniche utilizzate nelle banche del sangue, che permettono di individuare immediatamente la presenza di eventuali agenti infettivi).

Ma non bisogna andare all’estero per trovare promettenti studi che partono dall’uomo per l’uomo: è italiano il team di ricerca che ha implementato la metodica di identificazione di anticorpi monoclonali che possono essere testati in saggi in vitro, sia contro le specie batteriche sia contro quelle virali, che ha reclutato pazienti convalescenti o guariti da CODIV-19 per prelevarne il sangue, utilizzato poi, per isolare le cellule B, produttrici di anticorpi monoclonali”, comunicano dalla LAV .

Analizzare il virus e la sua diffusione basandosi sullo studio della nostra specie è un passaggio fondamentale, perché la complessità del sistema immunitario dell’uomo riflette il lungo percorso evolutivo durante il quale siamo venuti a contatto con agenti microbici come virus e batteri. Nel nostro organismo, composto da 100’000 miliardi di cellule, convivono almeno 10 milioni di miliardi di “organismi estranei”. Dunque cosa possiamo fare? La risposta ci arriva da Ippocrate: “Prima di cercare la guarigione di qualcuno, chiedigli se è disposto a rinunciare alle cose che lo hanno fatto ammalare”.

HOTEL SANTA CATERINA: E-VOUCHER PER LA FONDAZIONE PASCALE E CIBO AI BISOGNOSI

LA PERLA DELLA COSTIERA AMALFITANA AL FIANCO DELLE FAMIGLIE

L’Hotel Santa Caterina di Amalfi, un’antica dimora storica incastonata nella Costiera Amalfitana, ha donato alle famiglie più in difficoltà frutta, verdura e agrumi assolutamente biologici come è prassi l’uso nel Ristorante fine dining Glicine da parte del nuovo chef Giuseppe Stanzione, insignito dalla Guida Michelin 2020 di una stella.  A consegnarli al centro di raccolta presso il comune di Amalfi, sono stati i Carabinieri della Compagnia di Amalfi. In questo periodo di ristrettezze legate al diffondersi del Covid-19, insieme ad altre strutture della costiera, l’Hotel Santa Caterina ha creato 40 e-voucher speciali, con l’obiettivo di raccogliere dei fondi destinati al supporto dell’attività di sperimentazione in ambito dell’emergenza Coronavirus e sostenere il Prof. Paolo Antonio Ascierto della Fondazione G. Pascale di Napoli. Intanto la buona notizia è che il Ristorante Al Mare, è aperto adesso sia a pranzo che a cena, con piatti più semplici e tradizionali e prevalentemente marinari. Invece i due ristoranti panoramici dell’Hotel Santa Caterina saranno aperti entrambi la sera.

STAGIONALITA’ SCONOSCIUTA: SAI COSA MANGI?

DA ROAD TO GREEN 2020 IL VOCABOLARIO DEL CONTADINO

I prodotti di stagione battono quelli coltivati nelle serre, almeno in materia di proprietà nutritive. “Un tempo, quando si andava a fare la spesa, si trovavano soltanto prodotti di stagione, spesso a KM 0, coltivati dai contadini locali”, spiega Barbara Molinario, Presidente di Road to green 2020. “Oggi, possiamo acquistare qualsiasi cosa in ogni periodo dell’anno. Sempre più persone negli ultimi anni stanno scegliendo, però, di consumare solo prodotti di stagione, per motivi legati a questioni ambientali o di salute, ma non sempre è facile scegliere. Ad esempio, quante persone sanno quando è la stagione della cicoria o delle susine?”.

La risposta nel Vocabolario del contadino, realizzato da Road to green 2020:

AGLIO: in Italia l’aglio viene raccolto tra giugno e agosto, ma può mantenersi al lungo, anche per diversi mesi;

ALBICOCCHE: i mesi in cui possiamo gustare i frutti più saporiti sono giugno e luglio, ma non è raro trovarne di buone già a fine maggio e fino a metà agosto;

ANGURIA: se volete gustare una vera anguria, fatelo tra luglio ed agosto;

ARANCE: da novembre ad aprile. Nel corso dei mesi, è possibile trovarne diverse varietà. Per i frutti più rossi e più dolci, consigliamo di aspettare dopo Natale;

ASPARAGI: nelle sue 3 principali varietà (verdi, bianchi e selvatici), gli asparagi sono una verdura tipicamente primaverile, la sua raccolta inizia nella seconda metà di marzo e termina a giugno;

BARBABIETOLE ROSSE: le barbabietole rosse si raccolgono tra agosto e febbraio;

BIETOLE: questa straordinaria pianta ha delle incredibili capacità di adattamento ai diversi climi, e cresce tutto l’anno;

BROCCOLI: questa verdura vanta una stagionalità piuttosto lunga, da settembre a marzo;

CARCIOFI: esistono moltissime varietà di carciofi, da quello Spinoso di Sardegna, a quello di Paestum, ma anche il Violetto di Chioggia, il Brindisino o il Romanesco e tantissime altre. La stagione dei carciofi è molto lunga, andando a coprire i mesi che vanno da novembre ad aprile;

CAROTE: le carote si possono trovare tutto l’anno, tuttavia, quelle più dolci sono quelle di gennaio, soprattutto se l’estate precedente è stata calda e l’autunno mite;

CASTAGNE: il più tipico dei frutti autunnali, possiamo gustarle nel mese di ottobre;

CAVOLI: il cavolo cappuccio si raccoglie da giugno ad aprile, mentre il cavolfiore ha un periodo di raccolta molto più lungo, che va da ottobre a maggio;

CETRIOLI: tipicamente estivi, si raccolgono durante i mesi di questa stagione, nel periodo che va da giugno a settembre;

CICORIA: è possibile trovare la cicoria durante tutto l’anno, da gennaio a dicembre, ma si tratta di varietà diverse tra loro (bianca, rossa, verde, catalogna);

CILIEGIE: tra i frutti primaverili più amati, la loro maturazione avviene tra maggio e giugno;

CIPOLLINE: la loro maturazione avviene subito dopo l’invero, da marzo a maggio;

FAGIOLI: ne esistono moltissime varietà (borlotti, Spagna, cannellini), vengono raccolti da giugno (ma spesso già da maggio) a settembre;

FAGIOLINI: la loro maturazione naturale si completa nei mesi compresi tra luglio e ottobre;

FICHI: esistono due varietà, quella che matura in estate, tra giugno e luglio, e quelli che i nostri nonni chiamavano settembrini, dal mese in cui raggiungevano l’apice della maturazione e della dolcezza (anche se oggi si trovano frutti maturi già ad agosto);

FINOCCHI: associati spesso alla stagione estiva, si tratta, invece, di una verdura invernale, la cui stagionalità va da ottobre a marzo;

FRAGOLE: la naturale stagionalità delle fragole va da maggio fino a luglio;

FUNGHI: data l’enorme varietà di funghi commestibili, è possibile trovarne durante tutto l’anno. I porcini, ad esempio, possono essere raccolti in primavera e in autunno, ma periodo migliore è quello tra maggio e giugno;

KAKI: questo dolcissimo frutto trova la sua massima maturazione in autunno, da ottobre a dicembre;

KIWI: tra i frutti più ricchi di vitamina C, potete mangiarlo per moltissimi mesi, da novembre fino a maggio;

LAMPONI: potete andare a cercare e raccogliere nei boschi questi coloratissimi frutti nei mesi di luglio e agosto;

LATTUGA: questa verdura cresce durante tutto l’anno, dal momento che esistono davvero moltissime varietà. Ad esempio, la lattuga romana si raccoglie da aprile a novembre, quella estiva da giugno a ottobre, ma esistono anche quella autunnale e quella invernale;

LIMONI: i limoni vengono raccolti da ottobre ad aprile;

MANDARINI: la loro naturale stagionalità si estende da novembre a febbraio;

MELANZANE: le melanzane vengono raccoltenei mesi più caldi dell’anno, da giugno fino ad ottobre;

MELE: la raccolta delle mele avviene da settembre fino al mese di maggio, con ovvie differenze tra le varietà e la latitudine geografica;

MELONE: il melone estivo (quello con la polpa arancione) matura in estate, da giugno ad agosto, mentre quello invernale (a polpa bianca) viene raccolto a settembre, ma può essere conservato per molti mesi, con le dovute accortezze, ed essere consumato anche fino a dicembre;

MIRTILLI: la loro stagione di maturazione inizia già a giugno e si protrae fino a tutto agosto, arrivando talvolta anche a settembre;

MORE: il mese migliore per raccogliere le more è agosto, ma con stagioni calde, è possibile trovarne di mature e dolcissime già a luglio;

OLIVE: in generale, il periodo della raccolta va da ottobre a dicembre, ma le tempistiche vengono determinate anche dal tipo di oliva (precoce o tardiva) e dal clima che ha caratterizzato l’anno;

PATATE: anche le patate possono essere raccolte durante tutto l’anno;

PEPERONI: si tratta di un ortaggio tipicamente estivo, che necessita di caldo per arrivare alla maturazione, e viene raccolto da luglio a settembre;

PERE: la loro raccolta avviene da giugno ad ottobre, a seconda che si tratti di una qualità estiva o autunnale;

PESCHE: le pesche vengono raccolte in estate, da giugno a settembre;

PISELLI: la raccolta va da aprile fino a giugno;

POMODORI: la raccolta inizia a giugno, ma talvolta anche a maggio, e si protrae fino a settembre;

PRUGNE: la naturale stagionalità va da giugno a settembre;

RADICCHIO: anche il radicchio è una verdura che viene raccolta durante tutto il corso dell’anno;

SPINACI: gli spinaci si raccolgono in autunno e in inverno, da settembre fino a marzo circa;

SUSINE: si tratta di un frutto estivo, che viene raccolto da giugno a settembre;

UVA: la raccolta può iniziare a fine agosto e protrarsi fino a dicembre, ma i mesi in cui matura la maggior parte delle varietà sono settembre e ottobre;

ZUCCA: l’ortaggio caratteristico di Halloween e di molti piatti autunnali viene raccolto da settembre a novembre;

ZUCCHINE: le zucchine vengono raccolte tra la primavera e l’estate, in un periodo che va da marzo a luglio.

MuSC-19: NASCE LA PIATTAFORMA CON DATI COVID19 + SM

PER PIANIFICARE LA VITA DELLE PERSONE PIU’ FRAGILI

MuSC-19+COVID-19 = MuSC-19, online da oggi. Si tratta di un progetto di raccolta dati internazionale collegato al Registro Italiano Sclerosi Multipla. È una chiamata a tutti i paesi del mondo per rispondere all’esigenza di raccogliere dati clinici riferiti a persone con sclerosi multipla (SM) che hanno sviluppato COVID19 o sintomi associati (sospetto COVID19).

L’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) con la sua Fondazione (FISM) e la Società Italiana di Neurologia (SIN) con il suo Gruppo di Studio della SM hanno promosso un programma per conoscere le caratteristiche di questo virus rispetto alla SM e il suo impatto a breve, medio e lungo termine nella vita e nell’assistenza sanitaria delle persone con sclerosi multipla, popolazione “fragile”.

I dati sull’infezione verranno raccolti attraverso una cartella clinica elettronica. Il decorso dell’infezione da COVID 19 sarà monitorato come evento avverso anche all’interno del Registro Italiano Sclerosi Multipla che attualmente segue di più di 60.000 persone con SM in Italia e che sarà in grado a medio e lungo termine di monitorare l’evoluzione dell’infezione in tutta la popolazione SM.

Le raccomandazioni internazionali lanciate dalla MSIF (Multiple Sclerosis International Federation) e integrate da AISM e SIN per rispondere alle esigenze nazionali, verranno progressivamente aggiornate.

SUGARDUCK: ZUCCHERO NEL MONDO DISNEYANO

TOPOLINO OMAGGIA FORNACIARI: COPERTINA, INTERVISTA E TAVOLE A FUMETTI

Il suo personaggio preferito? Zio Paperone. Si capisce dalla copertina di Topolino 3358 in il 1 aprile dove SugarDuck e il multimiliardario paperopolese sono complici in un simpatico scambio di ruoli e di… cappelli, in un duetto artistico scaturito dalla matita del disegnatore Alessandro Perina per i colori di Valeria Turati.

Zucchero “Sugar” Fornaciari è entrato nel mondo disneyano, tra paperi, topi e giovanissimi lettori aspiranti giornalisti. Intanto alla radio ascoltiamo l’ultimo singolo estratto, La canzone che se ne va, di cui Zucchero racconta: «È un brano di speranza: la canzone, il canto, il cantare insieme è speranza. “Una luce fa luce laggiù, vedi? La canzone fa luce laggiù, vedi?” La canzone attraversa le case, il telefono, le paure, resiste oltre le distanze, che spero si riavvicineranno presto».

Invece dentro a Topolino, Zucchero ha raccontato al Toporeporter Filippo diversi aneddoti della sua infanzia a Roncocesi e curiosità sulla sua formazione musicale, senza esimersi da domande “toste” sulla felicità e i sogni, e con un pensiero speciale al bisogno di genuinità, per tornare a quello che è davvero “D.O.C.”, citando il titolo del suo ultimo album di inediti.

CONDÉ NAST JOHANSENS: SCAMPI IN SAOR, RICETTA DA MASTERCHEF

GIANCARLO BELLINO CI PORTA IN VENETO

“È un piatto tradizionale e anticamente veniva mangiato dai pescatori della laguna. Oggi, il sapore particolare ma delicato lo rende uno dei piatti preferiti della mia cucina, soprattutto con ospiti stranieri”, spiega Giancarlo Bellino, Executive Chef di Antinoo’s Lounge & Restaurant presso il Sina Centurion Palace, mentre consiglia di gustare a casa come in albergo questa ricetta tipica del Veneto. Intanto sul sito di Condé Nast Johansens trovano posto i piatti da Masterchef da preparare in famiglia. Diversi prestigiosi hotel hanno aderito all’iniziativa: il Sina Centurion Palace di Venezia, il Kayumanis Ubud Private Villa & Spa di Bali, il Tivoli Avenida Liberdade Lisboa a Lisbona, lo Château Eza in Costa Azzurra, l’Ajwa Hotel Sultanahmet ad Istanbul e tanti altri hanno inviato le loro migliori ricette. In attesa di organizzare il prossimo viaggio, mettetevi ai fornelli.


INGREDIENTI
12 scampi medi
1 kg di cipolle bianche
20 cl di aceto di vino bianco
20 g di pinoli
50 g uvetta
5cl di olio extra vergine di oliva (friggere in olio vegetale)
Farina
20 g di sale
Foglie di alloro

PROCEDIMENTO
1. Sbucciare le cipolle e tagliarle a fiammiferi sottili. Metteteli in una padella con l’olio extra vergine di oliva, il sale e le foglie di alloro e fateli cuocere a fuoco molto basso fino a cottura molto buona (circa due ore).

2. Aggiungi l’aceto, i pinoli e l’uvetta e cuoci per altri cinque minuti.

3. Pulire gli scampi, rimuovendo le teste e i gusci.

4. Immergere nella farina e friggere nell’olio vegetale caldo

5. Metti metà delle cipolle (saor) in un piatto, allinea le scampi sopra di esse e copri con le cipolle rimanenti.

6. Metti in frigo e mangia il giorno successivo a temperatura ambiente.

7. Divertiti!

POSSO.IT: PERCHE’ TUTTI POSSONO AIUTARE E RIPARTIRE

SOSTENGONO IL PROGETTO VIP, ARTISTI, MEDICI e SPORTIVI

Tutti POSSOno mettere a disposizione, gratis, le proprie competenze ed esperienze, ma anche una parte del proprio tempo. Per insegnare, imparare, consigliare, risolvere problemi e necessità o semplicemente ascoltare o essere ascoltato. E tutti POSSOno cercare la risposta alla domanda e la soluzione del problema parlandone in rete, visto che il Coronavirus ci ha limitato nei contatti fisici. Dove? In rete. Su posso, piattaforma digitale destinata dai 14 anni in su, ideata da One More Pictures e realizzata da Direct2Brain in collaborazione con RAI COM, è on line da oggi, mercoledì 8 aprile.

RAI e RAI CINEMA accompagnano il progetto come media partner, promuovendo il lancio della piattaforma che debutta oggi. Colonna sonora della campagna non poteva che essere la canzone “Posso” di Carl Brave e Max Gazzé.

A sostenere il progetto artisti, professionisti e sportivi amati dal pubblico: Giulio Base, Alessio Boni, Massimiliano Bruno, Giovanni Caccamo, Cristiana Capotondi, i fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo, Eleonora Gaggero, Claudia Gerini, Valeria Golino, Nicola Guaglianone, Lodo Guenzi, Gabriele Mainetti, Gabriele Muccino, Rocio Munoz Morales, Francesco Pannofino, Katia Ricciarelli, Sebastiano Somma, Samanta Togni. I giornalisti Tonia Cartolano, Francesco Giorgino, Alberto Matano, Andrea Vianello. Il Critico Cinematografico Francesco Alò. I campioni del Mondo Antonio Cabrini e Andrea Lucchetta; Victor Perez, pluripremiato VFX Supervisor dei blockbuster “Harry Potter” e “Pirati dei Caraibi”. Tutti saranno disponibili anche per “Eventi speciali” in esclusiva, insieme alle maestranze del Cinema della Roma Lazio Film Commission.

Protagoniste anche le eccellenze tra gli specialisti: l’Oncologa Prof.ssa Adriana Bonifacino, la nutrizionista Dr.ssa Sara Farnetti, il Chirurgo Vascolare Dott. Roberto Chiappa, le Psicologhe e Psicoterapeute, Dott.sse Anna Rita Verardo e Maddalena Cialdella, l’Avv. Geraldine Pagano di “Amori Criminali”; Simone Belli, make up artist delle dive; Massimo Serini Hairstylist delle star italiane e internazionali.  Gli Chef Igles Corelli, 5 stelle Michelin, e Helga Liberti, chef dei Grani.

POMILIO BLUMM DONA 6 MONITOR CARDIACI ALL’OSPEDALE MAZZINI DI TERAMO

IN ARRIVO LE MTS PER IL MONITORAGGIO DELLE FUNZIONI VITALI

Coerente con la politica aziendale mirata ai linguaggi della robotica, Pomilioblumm approda all’ospedale Mazzini di Teramo, fronte sanitario Covid-19-. Sulla scia di altre iniziative attivate nell’ambito del Master in behavioral economics and neuromarketing for business & institutions del quale è partner dell’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara, l’agenzia fondata negli anni Sessanta con il nome di “Pomilio idee” da Oscar e Gabriele Pomilio, nipoti di Ottorino, prosegue il suo viaggio nel mondo del “dialogo” tra uomini e macchine.

La lieta notizia: Pomilio Blumm ha provveduto all’acquisto di 6 macchine per il monitoraggio dei parametri vitali dei pazienti in terapia intensiva. Si porta così a compimento il primo tassello del progetto Medical Talking System (MTS) legato alla comunicazione tra macchine e uomo in ambito sanitario, con un focus specifico su datatelling e sonification.

Il progetto MTS è entrato nel vivo in corrispondenza dell’inizio della crisi del Coronavirus, durante la quale sono state applicate norme preventive di sicurezza per tutto il personale dell’agenzia. Il finanziamento dell’acquisto dei macchinari è finalizzato a dotare il reparto di visori di ultimissima generazione che andranno a consentire una migliore gestione di dati e parametri vitali dei pazienti ricoverati in terapia intensiva.

Si tratta di un primo step di intervento, con un secondo in fase di valutazione per la Asl di Pescara e nello specifico per l’ospedale Santo Spirito del capoluogo.

PAPPA FRESCA PER FIDO IN QUARANTENA

PETFOOD: +300% PER CONSEGNE A DOMICILIO DOG HEROES

Estendere il servizio a tutta Italia era già nei loro piani di sviluppo, ma nel mese di marzo il fatturato è cresciuto del 300% degli ordini, con oltre 20.000 mila utenti che si sono collegati sul sito di Dog Heroes, startup milanese che ora consegna a domicilio in tutta Italia. “Le nostre pappe sono cucinate fresche e i piani alimentari sono personalizzati in base alle esigenze di ciascun cane: mantenere la qualità del prodotto nonostante la consegna sulla lunga distanza è una sfida, proprio come per il cibo fresco per gli umani. Nell’emergenza, però, ci siamo mossi subito per portare il servizio a più persone possibili: il cibo è cotto in forno e pastorizzato, già porzionato sulla base del fabbisogno del cane; le pappe vengono poi abbattute e surgelate, e spedite con ghiaccio e isolante termico compostabile ed ecofriendly”, spiegano Pierluigi Consolandi e Marco Laganà, co-fondatori di Dog Heroes.

Ordinare è semplice: basta andare sul sito e inserire i dati del proprio cane come razza, età, peso, abitudini e stile di vita. I nostri veterinari, quindi, elaborano un piano alimentare personalizzato sulle informazioni raccolte, che verrà consegnato a domicilio ogni due settimane, con porzioni giornaliere pronte per essere servite. Tutte le ricette sono, letteralmente, a prova di umano: sono realizzate con ingredienti di qualità e senza additivi chimici né conservanti, per dare al proprio cane un’alimentazione che sia il risultato di processi di selezione delle materie prime e processi produttivi identici a quelli della produzione alimentare per l’uomo, e contengono più del 60% di carne.

RIMBORSI VIAGGI: VOUCHER DANNO FIATO AL TURISMO

JELINIC: “SUI VOUCHER SI RIPRONUNCI LA COMMISSIONE EUROPEA”

“I voucher sono una durissima e immediata conquista delle associazioni di categoria in prima linea come Fiavet – afferma Ivana Jelinic, presidente della Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo – l’articolo 28, comma 5 del decreto legge n. 9 del 2 marzo 2020 in Italia prevede che, in caso di recesso da parte del consumatore, l’organizzatore possa offrire un pacchetto alternativo, restituire il prezzo o emettere un voucher a favore del consumatore, in caso di annullamento di vacanze già prenotate entro un anno dall’emissione”.

Tuttavia, un’opinione è cosa ben diversa dal regolamento europeo che in materia, prevede la scelta da parte del consumatore di richiedere il rimborso. “È straordinario come in questo momento, così difficile, ci si possa svegliare una mattina con un commissario europeo incaricato di occuparsi di Giustizia che rilascia interviste, guardacaso su un quotidiano tedesco, il Frankfurter Allgemeine Zeitung, riguardanti le sorti dell’economia di settore di un Paese come l’Italia, in cui il turismo porta un saldo attivo di 17 miliardi di euro e il 15% dell’occupazione ed è attualmente in perdita per 120 miliardi di fatturato”. Così la presidente Fiavet replica alla questione dei voucher sollevata durante un’intervista al commissario alla giustizia della Commissione europea, Didier Reynders. Fiavet dunque precisa che da sempre è vicina al mondo dei consumatori, e che quindi, in questa occasione, invoca dalle Istituzioni prese di posizione chiare, in aule preposte, e non a mezzo stampa o sui social. In assenza di ciò invoca la presa di coscienza di ogni cittadino in questa situazione sia esso un agente di viaggio che un viaggiatore. “In base alle leggi, infatti, sicuramente ognuno potrà contribuire personalmente alla distruzione di un comparto economico – afferma Jelinic – intessendo cause che forse vincerebbe contro un avversario che alla fine sarà inesistente perché sul lastrico, sia che si tratti del consumatore che dell’agente di viaggio”.

Una scelta individuale dunque in mancanza di una posizione definita dall’Europa, ma che riguarda tutta la collettività, perché ad oggi non c’è stata nessuna comunicazione da parte della Commissione europea. “Vorrei inoltre far sapere a Reynders e alla stampa tedesca – conclude Jelinic – che io la mattina non mi sveglio rilasciando interviste sulle normative dell’industria siderurgica di Francoforte e vorrei che egli facesse altrettanto riguardo al codice del turismo italiano”.  

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