MESE ROSA DELLA PREVENZIONE: TORNANO I LABORATORI DI BELLEZZA GRATIS PER DONNE COL CANCRO

Riprendono le attività dei laboratori di bellezza gratuiti rivolti alle donne in trattamento oncologico. Dopo la sospensione per l’emergenza sanitaria da Covid-19, “La forza e il sorriso Onlus” l’associazione benefica patrocinata da Cosmetica Italia (associazione nazionale imprese cosmetiche), riparte nel mese rosa della prevenzione. Sempre a ottobre, verranno svelati i dettagli della nuova edizione dell’evento annuale di raccolta fondi a sostegno de La forza e il sorriso Onlus, Beauty Gives Back, che quest’anno tornerà con un nuovo format online. «Dal 2017, per tre anni consecutivi, proprio in occasione del mese di ottobre, ci siamo dati appuntamento a Milano con tutti coloro che hanno desiderato sostenerci – dice Anna Segatti, presidentessa della Onlus – con un grande evento che nella sua ultima edizione, nel 2019, ha visto la partecipazione di 1.300 persone. Quest’anno abbiamo ripensato il nostro appuntamento charity in una veste all’insegna del digital. Ancora una volta, saranno protagonisti i prestigiosi prodotti beauty generosamente offerti dalle nostre aziende sostenitrici, che i partecipanti potranno ricevere a casa a fronte di una donazione a sostegno della nostra mission».

Per consultare le prossime date disponibili e prenotare il proprio laboratorio di bellezza:

Le informazioni relative a ciascuna struttura, sono disponibili al seguente link:

AIDO ILLUMINA UDINE NELLA GIORNATA DEL Sì

Un ruolo centrale nel palinsesto della Giornata Nazionale del Sì ad Aido (Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule) l’ha avuta l’iniziativa della struttura AIDO di Udine (Gruppo comunale AIDO di Udine e Sezione Provinciale AIDO di Udine) promossa da Daniele Damele, Presidente del Collegio Nazionale dei Revisori dei Conti di AIDO Nazionale, di illuminazione architetturale della loggia della città di Udine con il simbolo di AIDO e con il “Sì” alla donazione di organi, tessuti e cellule.

Se non l’avete vista sappiate che l’illuminazione architetturale, che utilizza la Zona della Loggia di piazza Libertà, potrà essere ammirata da tutti i cittadini sino al 4 ottobre, con accensione, tutti i giorni, dalle ore 18 alle ore 2.

COVID-19: PREVEDERE IL DECORSO ANALIZZANDO IL SANGUE

L’infezione da virus Sars-Cov-2 può essere asintomatica, oppure causare la malattia denominata Covid-19. Analizzando il sangue dei pazienti si possono però ottenere previsioni sul decorso della malattia. Lo studio “Covid-Ip”, condotto da un team internazionale guidato da Adrian Hayday del King’s College London e del Francis Crick Institute di Londra con la partecipazione di Francesca Di Rosa dell’Istituto di biologia e patologia molecolari del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Cnr-Ibpm), pubblicato su Nature Medicine, ha identificato alcune alterazioni immunologiche che potranno essere sfruttate per identificare mediante un esame del sangue i pazienti destinati ad aggravarsi.

Un punto di forza dello studio è l’uso di un test per analizzare nel sangue il ciclo cellulare dei linfociti T, cellule fondamentali della risposta immunitaria specifica. “Qualche anno fa abbiamo ideato un test che ci ha consentito di scoprire che nel sangue di topolini vaccinati ci sono linfociti T proliferanti in fase di duplicazione del DNA. Lo studio riguardava allora un vaccino sperimentale in collaborazione con la ditta Reithera”, spiega Di Rosa. “Oggi, nel nuovo studio Covid-Ip, il test ci ha consentito di identificare alcuni sotto-tipi di linfociti T proliferanti nei pazienti più gravi e di avere informazioni dettagliate sul loro ciclo cellulare, ovvero l’insieme degli eventi compresi tra la formazione di una cellula e la sua divisione in due”. La proliferazione si accompagna ad una marcata diminuzione nel sangue dei linfociti T nei pazienti Covid-19 più gravi.

“Questi risultati aprono la strada a una migliore comprensione delle funzioni dei linfociti T in questa malattia. In particolare, le alterazioni dei linfociti T potrebbero riflettere la capacità del virus Sars-Cov-2 di tenere sotto scacco la risposta immunitaria, nonostante quasi tutti i pazienti abbiano anticorpi specifici nel sangue, prodotti dai linfociti B. I linfociti T e B sono le cellule del sistema immunitario che si occupano di mediare la risposta specifica contro un agente patogeno, infatti in presenza di uno stimolo i linfociti si attivano e si riproducono velocemente per fronteggiarlo. Nel Covid-19 la risposta dei linfociti T appare disregolata”, prosegue la ricercatrice del Cnr-Ibpm. “Altro elemento correlato con la gravità del decorso clinico è la notevole riduzione dei granulociti basofili e delle cellule dendritiche plasmacitoidi. Inoltre, è stato dimostrato che l’aumento dei livelli di una triade di molecole – chemochina IP-10, interleuchina-10 e interleuchina-6 – è un segnale premonitore dell’aggravarsi della malattia più attendibile di quelli finora analizzati (proteina C-reattiva, ferritina, D-dimero)”.

Le potenziali implicazioni di questo studio, condotto su 63 pazienti ricoverati con Covid-19 presso gli ospedali Guy’s e St Thomas’ di Londra, appaiono interessanti. “Se confermate in un numero più elevato di pazienti, queste informazioni potranno rivelarsi utili a scopi prognostici, consentendo di prevedere quali siano i pazienti maggiormente a rischio di aggravarsi e di mettere così in atto tempestive e adeguate misure”, conclude Di Rosa.

MASCHERINE DI COMUNITA’: SONO EFFICACI? TEST ALTROCONSUMO

Le mascherine di stoffa, lavabili e riutilizzabili anche dette “mascherine di comunità” sono efficaci? Altroconsumo ne ha portate in laboratorio diverse tipologie, di varie forme e materiali e commercializzate attraverso diversi canali di vendita. “Nonostante non siano tenute a rispettare le norme tecniche previste per i presidi ad uso medico, queste mascherine possono avere un’efficacia di filtrazione e una traspirabilità simile a quelle chirurgiche, oltre a ridurre l’impatto ambientale”, scrive Simona Ovadia nell’articolo. Ma sul mercato si trova un po’ di tutto: per ridurre la confusione tra i consumatori, Altroconsumo ne ha testate 19 riutilizzabili. I risultati sono positivi visto che l’esame ha rivelato buone prestazioni per molte mascherine lavabili presenti sul mercato italiano. Un’ottima notizia per l’ambiente: se per andare a scuola, al lavoro o a fare la spesa, tutti usassero questi prodotti al posto delle mascherine usa e getta si risparmierebbero ogni giorno tonnellate di rifiuti di plastica destinati agli inceneritori e si inquinerebbe meno il pianeta. Inoltre ne beneficerebbero anche le nostre tasche: con un prodotto lavabile, a seconda del numero di lavaggi concessi, è possibile risparmiare anche rispetto ai pacchi da 50-100 mascherine chirurgiche usa e getta.

EPATITE C E COVID: URGE RIPRENDERE SCREENING DOPO PANDEMIA

“La pandemia ha rallentato in maniera assai significativa il programma di eliminazione dell’HCV. Si calcola che un ritardo di un anno nella cura per l’epatite C peserà fra 5 anni in aumento di circa 7mila morti per cirrosi da HCV, solo per l’Italia” spiega il Prof. Antonio Craxì (in foto), Ordinario di Gastroenterologia presso l’Università degli Studi di Palermo. Sono 213.052, secondo i dati AIFA aggiornati al 21 settembre, i pazienti affetti dal virus dell’Epatite C «avviati» al trattamento. Un numero importante, ma che stride se confrontato con i 193.815 trattamenti avviati al 7 ottobre 2019. Il basso incremento di poco meno di 20mila unità in un anno evidenzia il rallentamento provocato dalla pandemia, che ha messo in discussione l’obiettivo di eliminazione dell’Epatite C entro il 2030 fissato dall’OMS: un risultato forse ancora possibile, soprattutto grazie all’innovazione garantita dai nuovi farmaci antivirali ad azione diretta (DAA), che permettono di eradicare il virus in maniera definitiva, in tempi rapidi e senza effetti collaterali. Ancora prima dei trattamenti, devono essere realizzati gli screening, fondamentali per scovare il “sommerso” di coloro che non sanno di aver contratto il virus, che si stima tra i 200 e i 300mila soggetti. Questi temi sono al centro del progetto MOON di AbbVie: una serie di webinar in questi mesi autunnali per mettere a confronto infettivologi, epatologi ed internisti, affinché facciano rete per trovare efficaci strategie.

CICLAMINI CONTRO LA SCLERODERMIA: INTERFLORA E GILS

Un ciclamino per incoraggiare chi soffre. Così Interflora è accanto al GILS nella lotta contro la Sclerodermia. A metterci la faccia c’è Mara Maionchi, nota produttrice musicale, scopritrice di talenti ed implacabile giudice di numerosi agoni di canto in tv, il cui volto campeggia nella campagna di solidarietà in favore dell’associazione che da oltre vent’anni è impegnata nella lotta contro la Sclerosi Sistemica (o Sclerodermia), rara malattia autoimmune della pelle che colpisce per lo più le donne.

Cosa succede? Nel corso dell’intera giornata del 27 Settembre, Interflora Italia si impegna a devolvere a GILS cinque euro per ogni ordine effettuato sul portale. L’impegno solidale prosegue, poi, per l’intero mese di ottobre con la possibilità di donare – attraverso l’acquisto di una pianta di ciclamino sul sito di Interflora.it – dieci euro a sostegno dei progetti di ricerca 2021 dell’associazione. Sarà l’assemblea dei soci slittata al prossimo 3 Ottobre, a valutare in quali progetti di ricerca scientifica investire il ricavato della raccolta fondi che inizialmente avrebbe dovuto contribuire al finanziamento di un Bando pubblico suddiviso in due parti: un progetto da venticinquemila euro per un giovane ricercatore italiano sotto i quarant’anni e un progetto internazionale, condiviso con la World Scleroderma Foundation in rete in cui è presente un centro italiano.

LOCKDOWN PER CORONAVIRUS PORTAFORTUNA: STARTUP PROP-TECH ITALIANWAY APRE SUMMIT MONDIALE VACATION RENTAL (VRWS)

La startup che durante il lockdown ha creato la prima “Unità di crisi per gli Affitti Brevi” aprirà il summit mondiale dedicato al turismo extra alberghiero il prossimo 10 e 11 ottobre.
L’azienda ha di bello che ha creato una rete di 100 operatori italiani a cui ha messo a disposizione tutto il know how in termini di innovazione e tecnologia su cui ha investito dalla nascita (un software integrato sviluppato internamente con 4 milioni di euro in grado di gestire l’intero processo del vacation rental, automatizzandolo), per abbattere i costi e consentire alle aziende meno strutturate di attraversare indenni questa fase 3 in vista di una ripartenza effettiva del turismo in Italia, tra i più colpiti dalla pandemia. È così che Prop-Tech Italianway è diventata nel luglio scorso network aggregatore con il lancio della prima OTA italiana degli affitti brevi, il portale italianway.house.

“Il Covid rappresenta uno shock esogeno, non è una crisi del settore in sé, per cui così com’è arrivato ad un certo punto passerà e bisogna farsi trovare pronti, perché nel frattempo il mondo dei cosiddetti affitti brevi è cambiato e cambierà ancora come dimostra ad esempio il fenomeno del cosiddetto holiday working che per primi come Italianway abbiamo vissuto questa estate e segnalato già a inizio agosto con un boom di prenotazioni pari al 20% del totale. Essere stati selezionati come best practice per un evento dalla risonanza mondiale come il VRWS, tanto più dopo questi mesi così difficili, è una gran bella soddisfazione”. L’AD di Italianway Marco Celani commenta così la notizia che vede la startup prop-tech, che guida da quattro anni, unica azienda italiana del settore presente all’evento.

COMPLEANNO CON VIDEO INEDITO PER ZUCCHERO

“Sarebbe questo il mondo che sognavo da bambino?” canta Zucchero “Sugar” Fornaciari che oggi, nel giorno del suo 65° compleanno, omaggia i fan con un contributo video inedito girato in una deserta Piazza San Marco a Venezia esibendosi in una speciale versione piano e voce del brano “Sarebbe questo il mondo”.  Il video è visibile al seguente link: https://youtu.be/8T62mhEZb00  

 «Sarei dovuto essere all’Arena di Verona, sul palco, come di solito amo trascorrere i miei compleanni. In mezzo alla mia gente, con la mia musica – dichiara Zucchero – Quest’anno è andata diversamente, ma vorrei che arrivasse forte, attraverso le note, un messaggio che, oggi più che mai, mi sta molto a cuore: un invito a guarire, ognuno nel proprio piccolo, questo mondo un po’ ammalato, a ritrovare la sua genuinità, fermare l’omologazione e riscoprire i rapporti umani in tutta la loro bellezza, semplicità e verità. Un invito a riscoprire il valore delle piccole cose, la vera sostanza dell’essere umano».

«“Sarebbe questo il mondo” è una piccola “rapsodia” – aggiunge Zucchero – scritta di getto, spontaneamente, sulla scia dei mie ricordi d’infanzia, di mio padre, del mondo sognante e ricco di semplicità in cui sono cresciuto».

Contenuto nel disco di inediti “D.O.C.”, “Sarebbe questo il mondo” è un brano volutamente in controtendenza. Un’analisi disincantata del mondo attuale, talvolta distante da ciò che si sogna quando si è bambini, ma è comunque il mondo in cui viviamo e abbiamo il dovere di renderlo migliore. Di riscoprirne la bellezza, la genuinità, la natura… che tutto crea e tutto circonda.

COVID: MASCHERINE FINO A DICEMBRE PER 6 AZIENDE SU 10


Obbligati a portare le mascherine. Gli italiani saranno ancora costretti a indossare i presidi anti contagio Coronavirus per tutto il 2020 secondo 6 imprese 10 (65%). E’ quanto emerge da una indagine dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su un campione di aziende a livello nazionale in riferimento ai nuovi obblighi da nord a sud dell’Italia, dalla Liguria alla Campania fino alla Puglia, di indossare mascherine anche all’aperto per contenere la ripresa dell’epidemia, mentre il Lazio valuta l’ipotesi se il trend di casi dovesse aumentare. Misure che – sottolinea Uecoop – si aggiungono a quelle già in vigore che prevedono mascherine su naso e bocca in tutti i luoghi chiusi accessibili al pubblico, limiti di capienza dei treni e distanziamento fra i passeggeri. Fra gli italiani – continua Uecoop – la mascherina è ormai un oggetto di uso quotidiano da portarsi sempre dietro come le chiavi di casa. E se la maggioranza delle imprese pensa che per la fine dell’anno ci potrà essere un allentamento sull’uso dei dispositivi di protezione, più 1 impresa su 4 (26%) è super pessimista e pensa che per togliere le mascherine bisognerà attendere fino all’estate dell’anno prossimo nel 2021 secondo l’indagine di Uecoop. L’uso dei dispositivi di protezione – sottolinea Uecoop – è necessaria sia per la tutela dei dipendenti che per quella delle persone con le quali vengono a contatto. Entro la fine dell’anno – stima Uecoop – la spesa di aziende e famiglie per le mascherine potrebbe superare i due miliardi di euro.

#EUROPEANDAYFORHUMANRELEVANTSCIENCE, GIORNATA EUROPEA PER LA RICERCA ALTERNATIVA

La ricerca alternativa non è ancora routine nei laboratori. Sono trascorsi 10 anni dall’entrata in vigore della direttiva europea 63/2010 che regolamenta la protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, la Coalizione Cruelty Free Europe, di cui LAV fa parte insieme alle maggiori associazioni animaliste di tutta Europa, e oggi 22 settembre ci si trova a festeggiare la prima #EUROPEANDAYFORHUMANRELEVANTSCIENCE, la Giornata europea per una ricerca scientificamente rilevante con modelli human-based. 

La norma comunitaria sancisce chiaramente come la ricerca senza animali sia, non solo un traguardo, ma una priorità, e come il ricorso all’animale sia solo l’ultima possibilità da intraprendere nella sperimentazione, supportando totalmente, e indiscutibilmente, i metodi alternativi all’uso di animali. Una legge frutto di un lungo processo di revisione, che ha visto coinvolte le più importanti Istituzioni europee. 

Nonostante ciò, non abbiamo assistito al drastico calo del numero di animali allevati e uccisi per fini sperimentali, come avrebbe dovuto essere se quanto previsto dalla normativa UE fosse stato messo in pratica – afferma Michela Kuan, Biologa e Responsabile LAV Area Ricerca senza animali le statistiche europee, invece, mostrano chiaramente quanto il numero di animali utilizzati a fini scientifici nell’UE sia rimasto relativamente invariato e come negli ultimi 20 anni sia diminuito in media solo dell’1% ogni anno”. 

Un dato reso ancora più grave alla luce del fatto che 12,6 milioni di animali sono allevati per mantenere colonie geneticamente modificate e/o soppressi per esubero e fornitura di tessuti, arrivando all’incredibile cifra totale di 22 milioni di animali all’anno. 

Dati che non deludono solo le aspettative degli animalisti, ma anche quelle della maggior parte dei cittadini che l’Ue rappresenta, come riporta un recente sondaggio, secondo cui il 93,4% dei cittadini europei ritiene necessario fare di più per sostituire e ridurre l’uso di animali nella sperimentazione e nella ricerca [2]. 

“In questo terribile momento di emergenza sanitaria, dobbiamo pretendere un reale cambiamento e un impegno verso i modelli human-based che offrono garanzie e attendibilità per l’uomo e per la protezione dell’ambiente in cui viviamo, smettendo di finanziare progetti che coinvolgono animali, i cui risultati sono pericolosamente inutili”, aggiunge Michela Kuan. 

È fondamentale stabilire azioni per incentivare e guidare il cambiamento, con obiettivi dell’UE per limitare le emissioni di gas a effetto serra, o la nuova strategia per la biodiversità, gli obiettivi di riciclaggio etc., oltre a investire di più nell’accelerare lo sviluppo, la convalida e l’adozione delle NAMS – New Approach Methodologies. 

In Italia, auspichiamo che, almeno, non venga sprecata l’opportunità di rispettare i divieti previsti dal 2021 di testare su animali le sostanze d’abuso come droga, alcol e fumo e che il Ministro della Salute Speranza, che nel Decreto Milleproroghe dello scorso dicembre aveva riattivato il fondo per i test alternativi, non faccia perdere al nostro Paese questa fondamentale possibilità per lo sviluppo della ricerca scientifica e la valorizzazione dei ricercatori italiani, conclude Michela Kuan. 

RAGGI, ROMA SEDE IDEALE AGENZIA EUROPEA PER LA RICERCA BIOMEDICA

L’Agenzia Europea per la Ricerca Biometica e per fronteggiare le crisi sanitarie potrebbe trovare casa a Roma. Almeno la sede. Perché Roma si è candidata per darle ospitalità. È quanto si legge in una lettera che la Sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte. 
La proposta arriva a seguito dell’annuncio della Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, riguardo all’imminente istituzione del nuovo organismo che “avrà il duplice obiettivo di rafforzare la preparazione dell’Unione Europea alle crisi e la capacità di gestire le minacce sanitarie transfrontaliere, sia di origine naturale che intenzionale”, si legge ancora nella lettera. 
Roma Capitale, sede di strutture sanitarie di livello assoluto e di Università di fama riconosciuta, rappresenta la candidata ideale per ospitare la nuova sede della Agenzia Europea”, scrive Raggi, manifestando “il vivo interesse affinché Roma venga individuata quale sede per ospitare l’istituenda Agenzia”.

CANCRO PROSTATA: I BENEFICI DELLA DIETA GIAPPONESE

Recenti dati sul cancro alla prostata sembrano dimostrare come questo abbia un’incidenza maggiore nei Paesi dell’Occidente (es. 40% negli Stati Uniti) mentre, in Giappone, i numeri diminuiscono in maniera sorprendente, passando ad un’incidenza del 10%. Uno studio pubblicato su “Biology and Reproduction” ha dimostrato i benefici della “dieta giapponese” nella prevenzione del cancro alla prostata, poiché favorisce la produzione di una molecola chiamata Equol, prodotta dall’intestino quando digerisce la soia, che sarebbe in grado di bloccare l’azione di un ormone maschile, il DHT, che è collegato all’ipertrofia prostatica e al tumore. Inoltre, alcuni studiosi del dipartimento di Epidemiologia della Columbia University suggeriscono la «dieta orientale», povera di grassi, anche dopo l’accertamento del tumore, in quanto può influire anche sul decorso del tumore prostatico. Tempo fa (8 ottobre 2019), un convegno nel Palazzo Santa Chiara a Roma è stato l’occasione per evidenziare l’importanza dell’alimentazione nella prevenzione e nella lotta a patologie oncologiche, con specifico riferimento al carcinoma prostatico.

GLAUCOMA: RISCHIO RIDOTTO CON 10 MINUTI AL GIORNO DI MOVIMENTO

Strategie di prevenzione, tra cui l’adozione di stili di vita corretti, sono di primaria importanza per la prevenzione del glaucoma. “Quando la riduzione della visione periferica è percepita dal paziente il danno è già avvenuto ed è irreversibile”, riferisce Luciano Quaranta, direttore delle Clinica oculistica Universitaria- ospedale San Matteo di Pavia, ricordando quanto sia importante seguire le raccomandazioni dell’American Heart Association che prevedono 30 minuti di esercizio al giorno per almeno cinque volte alla settimana, pari a settemila passi al giorno per sette giorni. A tal proposito lo studioso ricorda che un’attività fisica costante e vigorosa possa abbassare molto il rischio di sviluppare il glaucoma: “Per l’American Heart Association bisognerebbe fare 10mila passi al giorno, di cui almeno 3mila consecutivi. Altrimenti possiamo considerare 30-40 minuti al giorno di camminata medio-veloce, almeno 4 volte alla settimana”Sempre secondo i ricercatori americani, aumentando di 10 minuti al giorno la propria attività fisica, si può arrivare anche a ridurre del 25% il rischio di glaucoma.

Il motivo? “Muoversi fa aumentare l’ossigenazione della retina e delle sue cellule, rendendole più forti. In più, l’attività fisica contrasta la formazione di radicali liberi nel sistema nervoso centrale, di cui l’occhio fa parte”

Un secondo studio americano, realizzato dall’Università di Baltimora, ha dimostrato l’efficacia dell’attività fisica anche per coloro che il glaucoma lo hanno già. Chi fa movimento in modo continuativo e intenso, se aumenta del 50% il suo impegno quotidiano, taglia fino al 10% il tasso di progressione della malattia.

Le attività più adatte corsa, nuoto, bicicletta e tennis sono pratiche aerobiche che migliorano la perfusione oculare, cioè la circolazione del sangue all’interno dell’occhio.
Chi ha già il glaucoma, però, deve evitare il sollevamento pesi e alcune posizioni con la testa tenuta troppo verso il basso. No, infine, agli allenamenti in palestra molto faticosi.

Ormai sappiamo che sia l’esercizio dinamico che quello isometrico, specie se intensi, abbassano la pressione oculare e la pressione sistemica. Ecco perché lo sport è consigliato con alcune accortezze”. Il glaucoma può presentarsi anche a pressione normale. In tal caso quali attenzioni occorre avere?  “Il Glaucoma a pressione normale è una forma di glaucoma primario ad angolo aperto che merita particolare attenzione”, afferma lo studioso e sottolinea che  “in questi casi, quando si è veramente sicuri che il glaucoma insorga e progredisca a livelli di pressione oculare considerati normale, andranno pesati e corretti altri fattori di rischio pressione oculare indipendente. Fermo restando – dice – che in questi occhi è stato dimostrato che una chirurgia molto aggressiva, che riesca a ridurre la pressione oculare sotto i 10 mm Hg, è in grado di rallentare in maniera significativa la progressione della malattia”. Di questo e altro si parlerà oggi via web, nel corso del 4° Congresso internazionale sulla patologia del Glaucoma.

IL CAFFE’ E’ CULTURA? E’ NATO IL MANIFESTO

E’ nato il manifesto del caffeista per riconoscere il barista perfetto. Lo hanno lanciato l’Istituto Espresso Italiano (IEI) e SCA Italy (Specialty Coffee Association). Può essere stampato e appeso da tutti quei baristi che vogliono coinvolgere maggiormente i propri clienti nella scoperta del caffè di qualità. Il manifesto può essere scaricato gratuitamente dai siti delle due organizzazioni. Il Manifesto del Caffeista racconta in breve la qualità dell’esperienza al bar, ponendo al centro il barista ed esaltandone la sua competenza tecnica e la sua capacità di ospitalità. Il manifesto indica quindi ai clienti tutto quanto dovrebbero sempre trovare al bar, partendo naturalmente da professionisti formati e maestri nell’ospitalità e dettagliando i principali passaggi tecnici per la realizzazione di espressi e cappuccini perfetti.

“Il nostro obiettivo è quello di promuovere una cultura autentica del caffè di qualità, coinvolgendo tutti i soggetti della filiera, dal produttore del verde al consumatore finale – ha dichiarato Alberto Polojac, National Coordinator SCA Italy – Il manifesto vuole creare connessioni, in particolare quella tra il barista e il consumatore, per aiutarlo a valorizzare chi tratta il prodotto con professionalità e passione”.

“Il cliente finale è la chiave di volta per la crescita della qualità al bar, occorre aiutarlo a valutare l’operato dei baristi affinché vengano premiati i veri professionisti – ha affermato Luigi Morello – Un cliente consapevole, almeno in linea generale, di cosa significa lavorare in qualità al bar è anche più disposto a remunerare il barista che si impegna in questa direzione, contribuendo così alla crescita dell’intero settore”.

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