CAFFÈ ALLEATO CONTRO IL MAL DI TESTA

Il caffè, associato ad alcuni analgesici, aiuta a combattere il mal di testa. Lo dicevano i nostri nonni, lo dice ora uno studio sintetizzato dall’osservatorio dell’Institute for Scientific Information on Coffee. Un dato in più che si aggiunge alle proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antidolorifiche della caffeina. Adesso le conferme arrivano anche in relazione ad un disturbo che, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, coinvolge circa 6 milioni di italiani, di cui 4 milioni donne: il mal di testa. Nello specifico, l’American Headache Society e la FDA riportano che il consumo di caffè possa essere di aiuto per combattere il mal di testa: la combinazione di acido acetilsalicilico, paracetamolo e caffeina è riconosciuta nel trattamento delle cefalee acute e dell’emicrania, come sicura ed efficace. Questa composizione è ben tollerata nei mal di testa episodici e considerata persino superiore al solo paracetamolo, noto farmaco analgesico e antipiretico.

Un importante studio del 2017 ha preso in considerazione diversi trattamenti, ovvero analgesici da soli, sola caffeina, oppure caffeina a supporto di analgesici; dai risultati è emerso che la caffeina migliora significativamente l’efficacia dei farmaci antidolorifici, come l’ibuprofene, nel trattamento dell’emicrania.  Nello stesso studio viene anche menzionata una meta-analisi del 1984, composta da 30 studi realizzati su 10.000 pazienti affetti da diverse patologie, che evidenzia con chiarezza l’efficacia della caffeina come coadiuvante dei farmaci analgesici.

Tra le sue molteplici proprietà, la caffeina risulta inoltre efficace nell’inibire direttamente la percezione del dolore, grazie alla sua capacità di interagire con i recettori dell’adenosina (agente inibitore dell’attività neuronale presente nel sistema nervoso centrale e periferico).

MAMMA CARETTA ADORA L’ITALIA: 16 GIUGNO, GIORNATA MONDIALE DELLE TARTARUGHE MARINE

Orme impresse sugli arenili e buche scavate nottetempo, sono le tracce lasciate da mamma tartaruga che segnano l’inizio della stagione della nidificazione. Le hanno scovate i volontari di Legambiente impegnati lungo le coste italiane nell’attività di monitoraggio dei nidi nell’ambito dalla campagna Tartalove. Sono i Tarta Teams,  delle vere e proprie squadre di perlustrazione di spiagge e arenili impegnate a monitorare i luoghi individuati dalle tartarughe marine per i loro nidi e a proteggere le uova da ora fino al prossimo agosto in 11 regioni italiane (Marche, Campania, Puglia, Sicilia, Calabria, Basilicata, Toscana, Lazio, Sardegna, Abruzzo e Molise). Ma è in Toscana, Sicilia meridionale, Basilicata, Puglia, Campania e soprattutto Calabria che si concentra la maggioranza dei nidi rilevati in Italia, negli ultimi tre anni, con una percentuale che oscilla tra il 60% e l’80% dei siti italiani. A pochi giorni dall’inizio della stagione delle nidificazione sono già 8 i nidi individuati in Italia, di cui 5 in Sicilia, e gli altri a nei Comuni di Capo Spartivento, Linosa e Ascea.

I nidi però vanno protetti e la campagna Tartalove ha questo scopo. Grazie all’impegno del Centro di Recupero di Manfredonia, il più antico di Legambiente, dal 2007 sono stati salvati, curati e liberati in mare più di 1650 esemplari. Tutti possono dare sostegno alla campagna Tartalove che richiede un costante impegno economico per la gestione dei Centri di cura e soccorso, le cure veterinarie e l’ospitalità dei volontari. Basta adottare simbolicamente una tartaruga marina donando un contributo minimo.

ANIMALI ESOTICI? NON DEVONO ESSERE USATI COME ANIMALI DA COMPAGNIA. IL SONDAGGIO

Posta in arrivox

“Gli animali esotici non devono esser utilizzati come animali da compagnia”: la pensa così l’87% dei cittadini UE e l’86% degli Italiani, secondo un sondaggio d’opinione Savanta ComRes per Eurogroup for Animals. Immediato il commento della LAV: la Commissione UE adotti misure urgenti per reprimere il commercio di animali esotici, nella nuova strategia sulla biodiversità 2030 #NONCOMEPRIMA 

La maggior parte delle specie animali esotiche ha esigenze estremamente complesse che le rendono inadatte come animali domestici. Inoltre, potrebbero essere vettori di malattie pericolose e minacciare la biodiversità europea qualora riuscissero a fuggire o venissero rilasciati in natura. 

Anche se il sondaggio è stato condotto tra l’11 e il 17 febbraio, prima che il virus iniziasse a diffondersi in modo massiccio in Europa, gli intervistati sembravano già rendersi conto che i pericoli connessi a questo commercio non si limitano all’Asia né alle sole pratiche illegali. All’interno dell’Unione Europea è perfettamente legale mantenere, commerciare e trasportare migliaia di specie animali esotiche, compresi i pipistrelli, con controlli sanitari scarsi se non assenti. Nel 2015 tre allevatori di scoiattoli esotici sono morti in Germania dopo aver contratto un nuovo ceppo di borna-virus legato agli animali. Lo stesso ceppo virale è stato successivamente scoperto anche negli scoiattoli detenuti nei Paesi Bassi!

“La LAV ritiene importante che si adottino da subito misure di restrizione del commercio su base scientifica e che si arrivi in ogni caso a un divieto totale di detenzione di animali selvatici ed esotici. Non esistono animali idonei a una vita di sofferenza, cattività e convivenza forzata con l’essere umano. Dobbiamo tutelare tutte le specie animali attualmente commerciate e tutelare tutti noi nei confronti di possibilità e rischi infettivi e di contagio, tutt’altro che remoti”, conclude Roberto Bennati. 

FONDAZIONE POLIAMBULANZA: RIPARTE L’ORTOPEDIA CON BENAZZO NEW ENTRY E ROBOT D’AVANGUARDIA PER LE PROTESI

“La nostra struttura rientra in piena operatività con l’applicazione di tutte le misure di messa in sicurezza e il supporto di una figura di massimo livello. Decisivo l’apporto sul fronte della ricerca e della cura”, ha dichiarato Triboldi, Direttore della Fondazione Poliambulanza di Brescia. L’area ortopedica e traumatologica, diretta dal Dr. Flavio Terragnoli, da qualche mese vanta dell’importante collaborazione del Prof. Francesco Benazzo, a direzione della Sezione Universitaria di chirurgia protesica ad indirizzo robotico – Unità di traumatologia dello sport. Giusto per capire chi è Benazzo, va detto che il Professore ricopre cariche prestigiose: è Vicepresidente SIDA (Società Italiana dell’Anca), Membro del Consiglio Direttivo SIOT (Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia), Membro del Board EKS (European Knee Society), Scientific Advisor per il ginocchio per l’Efort (la federazione europea delle società di ortopedia e traumatologia), e chairman del Knee Committee della SICOT (Società Internazionale di Chirurgia Ortopedica e Traumatologica). È promotore del Laboratorio di Colture Cellulari e Membro Fondatore del CIT (Centro Interdipartimentale di Ingegneria Tissutale) oggi Centro Interdipartimentale di Tecnologie per la Salute dell’Università di Pavia. Consulente della Federazione italiana di Atletica leggera e delle squadre di calcio del Sassuolo, dell’Atalanta FC e della Cremonese, dal 2014 è Fondatore e Presidente del Co.R.S.A (Consorzio Universitario Pavese, per la Riabilitazione Sportiva degli Atleti).
“Siamo onorati di avere accolto nel nostro, già ottimo, team di ortopedici diretti dal Dr. Flavio Terragnoli un altro medico di chiara fama – afferma Alessandro Triboldi, Direttore Generale di Fondazione Poliambulanza – con il preciso obiettivo di implementare un progetto di ricerca che vede l’applicazione, peraltro già in atto, della robotica alla chirurgia protesica di elezione delle grandi articolazioni, anca, ginocchio e spalla. Possiamo così inaugurare una ripartenza nel segno della sperimentazione, nonché massima tutela e beneficio per i nostri pazienti”.
La presenza del Prof. Benazzo si inserisce così nell’ambito di un progetto più ampio, che prevede la formazione di chirurghi alle innovative tecniche robotiche, il confronto e lo scambio delle best-practices promuovendo dibattiti scientifici ad altissima specializzazione. A tale scopo l’Ospedale si è dotato del Rosa Knee System, un robot di assoluta avanguardia, della casa produttrice ZimmerBiomet, che consente di raggiungere la massima precisione nel posizionamento delle componenti protesiche e assicurare la buona funzionalità e massima longevità dell’impianto. Il nuovo robot si va così ad affiancare al robot Navio della Smith & Nephew già presente e attivo in Poliambulanza da oltre un anno

DIABETE: GLUCOSIO BASSO O ALTO? FREESTYLE LIBRE 2 DI ABBOTT TI INFORMA IN REAL-TIME

DIABETE: GLUCOSIO BASSO O ALTO? FREESTYLE LIBRE 2 DI ABBOTT TI INFORMA

Un beep per dire se sei in ipoglicemia (valori del glucosio troppo bassi), un altro beep se sei in iperglicemia (troppo alti). Te lo dice  FreeStyle Libre 2, la nuova generazione del sistema FreeStyle Libre di Abbott che consente letture accurate ogni singolo minuto senza la necessità di pungere il dito. “Il sistema FreeStyle Libre 2 mantiene le caratteristiche di semplicità e accessibilità della prima generazione, e permette ai pazienti di avere a disposizione degli allarmi glicemici opzionali.” dichiara Dario Pitocco, Professore associato di Endocrinologia, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Direttore Unità Operativa di Diabetologia Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli. “Con questo sistema il paziente è sempre protagonista della propria gestione: in seguito alla ricezione dell’allarme, si scansiona e utilizza le informazioni per prendere decisioni terapeutiche appropriate. Questi dispositivi, permettendo un controllo molto frequente dei valori, aiutano il medico e le persone con diabete ad interpretare meglio l’andamento delle glicemie” . La lettura del livello di glucosio viene effettuata grazie ad un piccolo sensore, facile da applicare sulla parte posteriore del braccio e indossabile fino a 14 giorni. Con una scansione indolore di un secondo, è possibile visualizzare il valore del glucosio in real-time, la freccia di tendenza e lo storico del glucosio, senza dover pungere il dito. Queste informazioni possono essere utilizzate per prendere decisioni consapevoli su regime terapeutico e alimentazione. Il sistema offre allarmi personalizzabili e opzionali che avvertono quando i valori sono troppo bassi o troppo alti. Grazie a una serie di strumenti digitali e app, il sistema può consentire agli utenti di condividere gli allarmi con genitori, caregiver o amici attraverso un sistema basato sul cloud. Un recente studio del British Medical Journal dimostra che l’utilizzo del sistema FreeStyle Libre migliora la qualità di vita e riduce di due terzi le assenze dal lavoro e le ospedalizzazioni.

8 GIUGNO, OCEANI IN FESTA: DANNI DA MASCHERINE E GUANTI USA E GETTA

Che fine fanno il miliardo di mascherine usa e getta e circa i 500 milioni di guanti al mese che usiamo contro il Covid-19? Secondo stime di Legambiente, la produzione di questi rifiuti è di circa 70mila tonnellate annue, pari allo 0,23% di quelli urbani raccolti e smaltiti in Italia. Un quantitativo che può arrivare a 300mila tonnellate annue, tenendo conto di tutte le tipologie di dispositivi di protezione individuale, secondo i dati dell’Ispra. A trasformare questi numeri in una vera e propria emergenza è il loro abbandono.

Per questo Unicoop Firenze e Legambiente, con il patrocinio della Cabina di Regia “Benessere Italia” del Presidente del Consiglio dei Ministri, hanno promosso una campagna di comunicazione e informazione con gli obiettivi di sensibilizzare i cittadini sui danni all’ambiente causati dall’abbandono dei dispositivi di protezione individuale, monitorare i casi già significativi per facilitare poi interventi di pulizia, proporre alternative concrete e sicure all’usa e getta, rappresentate dalle diverse tipologie di mascherine certificate e riutilizzabili già presenti sul mercato e che sono disponibili in tutti i punti vendita di Unicoop Firenze a partire da oggi, con un allestimento dedicato nei negozi. L’iniziativa è stata presentata oggi in occasione della giornata mondiale degli oceani, insieme al vademecum “ECOproteggiamoci”, elaborato dall’associazione sul corretto uso dei dispositivi di protezione individuale dal virus Sars-cov-2 e sui rischi per l’ambiente causati dall’abbandono e dai traffici illegali.

Oltre alla possibile diffusione di microplastiche nei mari, un altro aspetto da non sottovalutare per quanto riguarda l’impatto ambientale di alcune tipologie di guanti (quelli forniti a soci e clienti dei punti vendita Unicoop Firenze invece sono in mater-bi, completamente biodegradabili, a impatto zero) e mascherine è l’utilizzo di alcune sostanze chimiche per il loro trattamento. I prodotti chimici utilizzati per la produzione di questi DPI non sono resi noti pubblicamente. Tra questi, l’acido perfluoroottanoico (PFOA), appartenente alla famiglia degli PFAS, è un agente chimico con proprietà repellenti, vietato a livello globale con la Conferenza di Stoccolma per la sua tossicità (colpisce fegato e tiroide) e per la sua capacità di dispersione. A questo divieto c’è però un’eccezione, proprio per il trattamento di prodotti sanitari. Un altro prodotto chimico che preoccupa sono gli ftalati, utilizzati per trattare prodotti in PVC come i guanti monouso, che quando vengono incenerite rilasciano inquinanti molto tossici e pericolosi. Tutte queste sostanze, se disperse nell’ambiente o gestite in maniera scorretta a fine vita, sono causa di un inquinamento molto esteso e pericoloso sia per l’ambiente che per l’uomo: possono contaminare falde, suolo e aria.

I rischi aumentano ancora se si considerano i dispositivi di protezione individuale che vengono utilizzati nelle strutture ospedaliere o nelle Residenze Sanitarie Assistite (RSA), che sono classificati come rifiuti sanitari pericolosi perché a rischio infettivo.

COVID-eVAX: TAKIS E ROTTAPHARM BIOTECH INSIEME PER IL VACCINO ANTICOVID

Takis e Rottapharm Biotech hanno stipulato un accordo di collaborazione per lo sviluppo del vaccino ideato da Takis contro l’infezione da SARS-CoV-2, denominato COVID-eVax.
Nell’ambito dell’accordo, Rottapharm Biotech metterà a disposizione di Takis le proprie competenze nello sviluppo di farmaci innovativi, oltre al supporto finanziario fino ad almeno il completamento della fase I/II di sperimentazione clinica. I primi 3 milioni di Euro sono già stati concordati sui programmi in corso. C’è da dire che nel campo dei vaccini contro il nuovo Coronavirus esistono diverse piattaforme tecnologiche. Quella in sviluppo da parte di Takis e Rottapharm Biotech è basata sul DNA: un frammento di DNA viene iniettato nel muscolo e promuove la sintesi di una porzione della proteina “Spike” del virus, stimolando da parte dell’organismo una forte reazione immunitaria (sia anticorpale, sia cellulare) che previene l’infezione.

Un comunicato congiunto spiega il lavoro dietro le quinte. “L’efficienza del processo è aumentata dalla tecnica dell’“elettroporazione”, che favorisce il passaggio del DNA all’interno delle cellule in maniera semplice, rapida e senza effetti collaterali grazie a lievi e brevi stimoli elettrici. In termini di “elettroporazione” Takis collabora da anni con IGEA, azienda italiana il cui elettroporatore è già disponibile in oltre 200 ospedali in Europa. Le tre aziende insieme stanno collaborando nella realizzazione di un sistema per una diffusione più ampia e capillare.

I risultati della somministrazione del vaccino nell’animale da esperimento hanno dimostrato una forte risposta immunitaria che neutralizza il virus, bloccandone la replicazione nelle cellule. Il programma di sviluppo prevede ora il completamento degli studi di laboratorio e la produzione del primo quantitativo del vaccino, già partita per arrivare al primo studio clinico in autunno“.

“Siamo molto felici di collaborare con Rottapharm Biotech” ha dichiarato Luigi Aurisicchio (in foto a sinistra), Amministratore Delegato e Direttore Scientifico di Takis. “Questa opportunità sinergica darà nuovi stimoli a questo ambizioso progetto. Ci auguriamo che questa collaborazione sia utile ad aggregare altre collaborazioni pubbliche e private, per accelerare lo sviluppo di questo frutto della ricerca italiana, soprattutto per la produzione su larga scala”. La tecnologia in sviluppo presenta molti vantaggi rispetto ad altre, tra cui la possibilità di poter essere ripetuta per aumentare e mantenere la risposta immunitaria, e di essere facilmente adattabile nel caso il virus dovesse “mutare” il suo codice genetico nel tempo. “La collaborazione è già pienamente attiva”, ha dichiarato Lucio Rovati (in foto a destra), Presidente e Direttore Scientifico di Rottapharm Biotech. “Abbiamo messo immediatamente a disposizione di Takis non solo i capitali per la prima fase di sperimentazione, ma soprattutto il supporto tecnico dei nostri manager scientifici, costituendo un team di elevate competenze.” Rovati ha poi aggiunto “In accordo con la comunità scientifica internazionale, riteniamo di grande importanza avere a disposizione vaccini diversi e su diverse piattaforme tecnologiche, per poter prevenire al meglio un eventuale ritorno dell’emergenza”.

CORONAVIRUS: SPERANZA, “BATTAGLIA NON E’ ANCORA VINTA”

“Non è ancora finita il virus circola, ma grazie alle cose che abbiamo fatto in queste settimane, grazie ai comportamenti degli italiani e alle misure del governo e delle regioni abbiamo un quadro epidemiologico sicuramente migliore”. Lo dichiara il Ministro della Salute, Roberto Speranza, nel giorno della riapertura dei confini regionali.

“Bisogna procedere con cautela e prudenza e le regole che abbiamo imparato in queste settimane dobbiamo continuare a seguirle perché sono la chiave per la battaglia contro il Covid. Il virus è ancora molto pericoloso. Noi abbiamo fatto scelte drastiche e gli uomini e le donne di questo paese hanno fatto sacrifici enormi. È stato fatto un pezzo di strada importante ma la battaglia ancora non è vinta. Dobbiamo continuare a lavorare sulla prudenza fino a quando non ci sarà la scoperta di un vaccino che ci consentirà, finalmente, di vincere questa battaglia. Fino ad allora avremo bisogno della massima attenzione e cautela”, aggiunge Speranza.

SCLEROSI MULTIPLA: MARIA SARA FELICIANGELI CAVALIERE AL MERITO DELLA REPUBBLICA

Maria Sara Feliciangeli è una delle 57 persone insignite dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica. La notizia è arrivata proprio oggi, in occasione della settimana d’informazione della sclerosi multipla e in concomitanza con il webinar sulla salute con le istituzioni dove sono stati lanciati i dati del Dossier Covid-19 e SM. Il dossier è una edizione speciale, una anteprima del Barometro della sclerosi multipla 2020. Dal dossier risulta che nel periodo del lockdown:

–  Il 60% delle persone con SM segnala difficoltà nelle cure e assistenza

–  il 40% ha avuto difficoltà nell’accesso alle terapie farmacologiche specifiche

il 70% ha interrotto la riabilitazione

–  1 persona su 3 non ha ricevuto servizi ambulatoriali

–  1 su 3 non ha ricevuto supporto psicologico

RIAPRE LA REGGIA DI MONZA

Gli Appartamenti Reali con gli arredi delle stanze personali degli ultimi sovrani residenti della Reggia di Monza tornano di nuovo fruibili. Da oggi, giovedì 28 maggio, i nostri occhi torneranno a posarsi nei luoghi dove vissero Umberto I, figlio di Vittorio Emanuele II, e sua moglie Margherita di Savoia, la “prima Regina d’Italia” (in foto Sala delle Udienze, Appartamenti Reali, Foto di Mario Donadoni, © Archivio Consorzio Villa Reale e Parco di Monza). Nel rispetto di tutte le norme di sicurezza, l’accesso al museo sarà contingentato a 8 persone per fascia oraria di mezz’ora; i visitatori, che dovranno indossare obbligatoriamente la mascherina, saranno assistiti e accompagnati attraverso le sale dal personale del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza. I biglietti dovranno essere acquistati in anticipo sul sito www.reggiadimonza.it.

Come rimanere indifferenti al fascino degli Appartamenti privati dei Sovrani che, nella loro veste attuale, sono il risultato dei lavori operati alla fine dell’800 dall’architetto di corte Achille Majnoni d’Intignano, che adeguò al gusto dell’epoca tutti gli ambienti collocati a destra del Salone centrale: da un lato rispettando scrupolosamente gli interventi originali del Piermarini, dall’altro modificando anche radicalmente alcune sale e decorazioni non in linea con la moda del tempo, cercando di riproporre nel rinnovamento decorativo degli interni i fasti del secolo d’oro delle monarchie europee e delle prestigiose dimore reali del XVIII secolo.

I visitatori potranno inoltre godere dell’opera “La Villa Reale di Monza”, realizzata da Clelia Grafigna nel 1899, recentemente restaurata dal Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e proveniente dal Museo e Real Bosco di Capodimonte (NA) che, per sottolineare l’importanza della collaborazione tra i due enti, ha deciso di prorogarne il prestito.

Il particolare dipinto polimaterico, entrato nelle collezioni della Real Casa a Capodimonte nel febbraio del 1900, è un chiaro omaggio a Margherita di Savoia rappresentata nell’ambiente privato della corte sabauda con alle sue spalle la monumentale Villa Reale di Monza e si caratterizza per l’inserimento di particolari in sughero, carta, stoffa e materiale botanico essiccato.

Regole per l’accesso visitatori

–        tutti i visitatori dovranno accedere muniti di mascherina;

–        l’accesso dei visitatori avviene tramite prenotazione e acquisto online, consentendo la presenza contemporanea di un numero limitato di 8 persone per mantenere il distanziamento di 1 metro tra ogni utente.

–        è garantito il ricambio d’aria.

–        è vietato l’utilizzo del guardaroba.

–        è disattivata la funzione di ricircolo dell’aria dell’impianto di condizionamento.

THE WHITE HOUSE COUNTRY EXPERIENCE: RELAX IN VALPOLLICELLA, NELLA PIU’ GRANDE SUITE DI CAMPAGNA D’EUROPA

La parola d’ordine a Villa del Quar è “privacy”, dall’eliporto ai giardini è tutto un villeggiare in tranquillità. L’albergo dispone di solo undici camere doppie e 14 “lifestyle suites”, distribuite in diversi corpi di fabbrica, alcune con giardino privato e altre con ingresso indipendente. Con i suoi 550 mq è la più grande suite di campagna in Europa. Infine per la tranquillità e sicurezza degli ospiti in determinati orari sarà presente un professore  medico esperto in medicina interna, scienza dell’alimentazione e dietetica in contatto con una farmacia per consegne in hotel.

E si torna alle origini, dove tutto è iniziato. Sono state proprio i Veneziani con l’epopea delle Ville Venete ad originare il fenomeno della “villeggiatura” tra il XV secolo ed il XVI secolo e fu a questo scopo che, nel Veneto, furono costruite circa 4000 sontuose ville che ancor oggi testimoniano una secolare cultura architettonica ed uno stile di vita. Una riposante e non breve villeggiatura in Villa dopo la pandemia rappresenta una soluzione anche dal punto di vista sanitario. Infatti permanenze brevi non possono offrire la sicurezza offerta da un lungo soggiorno in una suite sanificata. La storica Villa del Quar, Monumento Nazionale, situata nella quiete della campagna veneta, immersa in giardini e vigne, a soli 7 km dalla romantica città di Verona, offre proprio questo. La sua lunga ed affascinante storia comincia nel 47 d.C. durante l’Impero Romano, quando era una “mansio”, e continua nel Rinascimento come Villa dove venivano offerte feste, cene e stanze nelle quali soggiornare, su un progetto elaborato dall’architetto Barbieri ispirato all’architettura di Palazzo Chigi a Roma. E’ stata infine restaurata ed arredata nel XX secolo dal proprietario, l’architetto Montresor, che ne ha trasformato una parte in hotel di lusso. Si può ben dire quindi che sia un luogo dedicato da sempre all’ospitalità.

È un’area ricchissima di siti Unesco, ben 42, con grandi bellezze dal punto di vista storico-culturale ed eccellenze enogastronomiche di cui l’Italia è la più ricca al mondo. Il territorio conserva importantissime vestigia di tutte le epoche: l’Antica Roma è rappresentata dal famosissimo Anfiteatro di Verona, da diversi monumenti in città e dalla Villa di Catullo a Sirmione; la Casa e la Tomba di Giulietta e Castelvecchio con il suo museo ci ricordano il periodo medievale; le tante ville palladiane disseminate nella campagna ci parlano di una stagione di splendori. Ma le mete sono moltissime: Sabbioneta, Borghetto sul Mincio, il Lago di Garda, la Grotta di Fumane, Asolo ed il Museo Canoviano a Possagno, Bassano, Este ed Arquà Petrarca, oltre alla Biblioteca Capitolare più antica al mondo conservata a Verona.

CISTITE: NE SOFFRE 1 DONNA SU 2. TROPPI ANTIBIOTICI, SI RISCHIA L’INEFFICACIA

“Una donna su due ha sofferto di cistite almeno una volta nella vita e il farmaco che le è stato prescritto era quasi sempre un antibiotico e non sempre quello giusto. Il fenomeno dell’antibiotico-resistenza è però in preoccupante crescita e non sempre il trattamento, ancora considerato d’elezione dalla maggior parte dei medici, porta a un miglioramento delle condizioni e ad evitare che il problema si ripresenti. Oggi studi scientifici e pratica clinica ci dicono che terapia e prevenzione si fanno spesso con una terapia non antibiotica come ad esempio con una buona integrazione di D-mannosio ad alte dosi”. Così Roberto Carone, Presidente emerito della Fondazione Italiana Continenza e past president della Società Italiana di Urologia, nel corso della presentazione del Position Paper elaborato dalla FIC insieme a medici di famiglia, farmacologi, ginecologi e urologi appartenenti a numerose società scientifiche.

“La cistite – ricorda Carone – è un’infezione della vescica di origine batterica che si manifesta con un bisogno di urinare più frequente del solito, accompagnato bruciore, dolore, un senso di peso perineale e di svuotamento incompleto e spesso con la presenza di sangue nelle urine. Ciascuno di questi sintomi piò comparire singolarmente o manifestarsi contemporaneamente ad altri. Una donna su quattro che ha avuto un primo episodio di cistite ne ha un altro entro i sei mesi successivi. Una su cinque sviluppa una forma ricorrente con più di tre episodi l’anno”.

“L’antibiotico-resistenza è una minaccia per la salute pubblica, in Italia e nel mondo – afferma Francesco Scaglione, Docente di Farmacologia alla Statale di Milano e responsabile della Farmacologia del Niguarda -. Gli antibiotici sono stati sicuramente una delle scoperte più importanti dell’uomo, ma a soli 70 anni dalla loro introduzione, siamo di fronte alla possibilità di un futuro senza questi farmaci efficaci per diversi tipi di batteri. La resistenza può complicare la gestione di ogni infezione, indipendentemente da quanto lieve possa essere al momento della prima presentazione, come accade per le infezioni della vescica nelle giovani donne”.

“Nel 2018 – ricorda Scaglione – secondo i dati dell’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) la resistenza dell’Escherichia coli è arrivata al 64,5% per le aminopenicilline; al 41% per i fluorochinoloni; al 28,7% per le cefalosporine di terza generazione; la situazione è ancora più grave per quanto riguarda la Klebsiella Pneumoniae con una resistenza del 52,7% ai fluorochinoloni e del 53,6 % alle cefalosporine di terza generazione”.

E l’Escherichia coli, normalmente presente nell’intestino, quando migra nella vescica diventa il germe responsabile di buona parte delle cistiti. “Dal position paper promosso dalla Fondazione Italiana Continenza – interviene Aurelio Sessa, Presidente regionale della SIMG Lombardia, la Società Italiana Medicina Generale e Cure Primarie – emerge con chiarezza l’importanza di un intestino in salute, grazie ai probiotici e prebiotici. Centrale appare l’azione del D-mannosio a dosaggio elevato, come avviene nel caso di Urixana contenente sia D-mannosio che probiotici. Questo zucchero semplice ha dimostrato una forte attività di inibizione di batteri come E. Coli, che sono alla base dell’insorgenza della patologia. I risultati positivi documentati dagli studi mostrano infatti che importanti concentrazioni di D-mannosio nelle urine possono avere un effetto protettivo”.

“Il nostro position paper – dichiara Carone – è stato redatto sulla base dell’attenta revisione della letteratura internazionale e dell’esperienza clinica, perché vi fossero indicazioni e consigli utili per la pratica clinica quotidiana, ad integrazione delle linee guida fornite dalla Società Europea di Urologia. Il formato è volutamente sintetico, proprio perché ogni medico di famiglia, urologo o ginecologo possa procedere a una rapida consultazione”.

“L’eliminazione dei fattori di rischio – continua Carone – include semplici suggerimenti e consigli. Sette regole per evitare di incorrere in episodi di cistite: effettuare una accurata e quotidiana igiene perineale, utilizzando dei detergenti intimi a pH 3,4 – 4,5 simile a quello fisiologico presente in vagina, con movimenti che vanno dall’avanti all’indietro; durante il ciclo mestruale intensificare l’igiene personale; evitare un utilizzo persistente di biancheria intima costituita da materiale sintetico e/o colorato o pantaloni troppo aderenti; cambiare l’assorbente interno frequentemente e rimuoverlo sempre durante la notte; non usare lavande vaginali, in particolare quelle con attività disinfettante; urinare prima e soprattutto dopo il rapporto sessuale; bere molta acqua nel corso della giornata (1 litro e mezzo/2 litri al giorno); avere un adeguato apporto alimentare di fibre e trattare la stitichezza. se presente”.

“La cistite – conclude Sessa – segna profondamente la qualità della vita delle donne e tanti sono i fattori che possono favorirne l’insorgenza nella bella stagione: la disidratazione che porta a una maggiore concentrazione delle urine e indebolisce le difese immunitarie, la sabbia in spiaggia abitata da numerosi microrganismi, il costume bagnato, ma anche la stessa acqua di mare o magari di una piscina. Aggiungiamo, oltre a una predisposizione genetica, uno stile di vita scorretto con alimentazione poco bilanciata, poca acqua e troppo sale. La soluzione è evitare il Fai da te, parlando con fiducia al medico di famiglia o allo specialista urologo. La donna deve imparare a prendersi cura della propria salute. E il momento giusto è questo. L’estate è alle porte”.

1946 BARBERA SOLIDALI E POP DA L”ASTEMIA PENTITA

L”Astemia Pentita omaggia l’Italia con il progetto di solidarietà d’impresa “Barbera d’Italia”, attraverso un’esclusiva edizione limitata: 1946 bottiglie di Barbera d’Alba Superiore. Il progetto porta la firma dell’imprenditrice piemontese Sandra Vezza e nasce con la volontà di sostenere le piccole attività, imprese e botteghe in difficoltà in questo particolare momento. L’intero ricavato delle vendite sarà devoluto alla Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi, impegnata in una serie di iniziative a sostegno delle piccole realtà d’impresa del cuneese. L’attitudine pop che contraddistingue l’identità de L”Astemia Pentita connota anche questa iniziativa benefica, manifestandosi nel design della bottiglia la cui etichetta vede protagonista l’iconica foglia di vite – la stessa che adorna gli spazi della Cantina incastonata nel cuore dei Cannubi, il cui paesaggio è valso il riconoscimento dei patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO – in una originale versione tricolore che richiama visivamente i colori dell’Italia. “La cultura del vino è da sempre sinonimo di un rituale magico dello stare insieme che contraddistingue in modo profondo le nostre radici; èsimbolo di condivisione e di una convivialità che noi italiani siamo riusciti ad esportare in tutto il mondo, grazie alla passione e all’eccellenza delle nostre produzioni”,dichiara Sandra Vezza. “La situazione che ci siamo trovati a vivere a causa della pandemia ciha imposto una distanza forzata che, paradossalmente, è riuscita a farci sentire tutti più vicini e riscoprire le nostre unicità che, messe insieme, sono la nostra forza. Il progetto di solidarietà di impresa ‘Barbera d’Italia’ è un omaggio proprio a quel senso di appartenenza che ci accomuna nonostante le barriere che ci tengono divisi e che si è dimostrato in questo momento più forte che mai. Per i festeggiamenti della Repubblica abbiamo voluto dare il nostro contributo concreto a chi è parte integrante del nostro territorio che è fatto di tante piccole e attività ed imprese, preziose per il nostro tessuto economico e sociale. Non mi dispiacerebbe se questo progetto potesse crescere e diventare un’occasione d’incontro, di confronto e crescita tra diversi produttori di Barbera in tutta Italia, oltre che un comune progetto di filantropia locale”.

REGOLE UNIFORMI SUL DISTANZIAMENTO INTERPERSONALE A BORDO DEGLI AEREI

Nel trasporto aereo la parola d’ordine è allinearsi. Dal 13 maggio, con la pubblicazione delle raccomandazioni della Commissione Europea, in tutti gli Stati Membri sono partiti i preparativi per la ripresa in sicurezza dei trasporti e dei servizi turistici, il superamento della crisi di liquidità ed il recupero della fiducia dei consumatori. La Commissione, riconoscendo che il settore del trasporto aereo ha una lunga esperienza nella gestione dei rischi di sicurezza e ravvedendo la necessità che si adottino misure proporzionali, compatibili, coordinate e reciprocamente riconosciute, ha demandato la redazione di protocolli specifici per il comparto alla Agenzia della Sicurezza in Aviazione (EASA) e al Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC)

Il 18 maggio, i due organismi Europei hanno assolto il loro compito, pubblicando le linee guida che identificano le misure atte ad assicurare la tutela sanitaria di passeggeri ed addetti durante la ripresa di servizi aerei regolari a seguito della emergenza causata dalla diffusione del COVID-19.

Il documento attribuisce la priorità assoluta alla tutela sanitaria in ogni fase del viaggio, fornendo indicazioni puntuali sulle modalità con cui le diverse infrastrutture possono essere riorganizzate in funzione delle nuove esigenze. Le linee guida Europee identificano alcuni principi fondamentali, come l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, l’osservanza di una scrupolosa igiene personale, l’impiego di sofisticate tecniche di ventilazione e filtraggio, il distanziamento interpersonale laddove possibile, e forniscono indicazioni puntuali su ogni segmento del viaggio: dall’arrivo all’Aeroporto di partenza fino all’uscita da quello della destinazione finale.

Il Presidente dell’IBAR Benito Negrini afferma: “Anche in Italia, l’Aviazione farà da volano per il rilancio economico del Paese: sarà importante assecondare le esigenze della domanda ripristinando velocemente i collegamenti ed assicurare che il trasporto aereo rimanga economicamente alla portata del grande pubblico. Nel nostro Paese – continua Negrinisi sta facendo un buon lavoro: negli aeroporti Società di gestione e Compagnie Aeree stanno attuando tutte le misure necessarie per assicurare la ripresa in sicurezza dei collegamenti e la Autorità di regolazione competente in materia ha a sua volta redatto, con il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera, delle linee guida nazionali che riprendono in grandissima parte le raccomandazioni delle Agenzie Europee. Manca però il tassello più importante, in assenza del quale si correrà il rischio che le Compagnie Aeree straniere, la cui quota di mercato per i collegamenti internazionali da/per l’Italia sfiora il 90%, possano valutare insostenibile e ingestibile il ripristino dei servizi temporaneamente sospesi: la mancata armonizzazione tra la normativa italiana e quella della quasi totalità dei Paesi Europei in tema di distanziamento a bordo”.

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